Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 11
rimanga le cerimonie della mia presa di permesso--" lui avanzò più vicino,
livello-dagli occhi--"ed il mio odio molto amaro."
C'era una pausa. Colonnello Arran aspettò un momento, poi colpì il
campana:
"Larraway, il Sig. Berkley ha deciso di andare."
"Sì, signore."
"Lei accompagnerà il Sig. Berkley alla porta."
"Sì, signore."
"E dà al Sig. Berkley la chiave esterna di questa casa."
"Sì, signore."
"Ed in caso il Sig. Berkley desidera mai di nuovo entrare in questa casa, lui
sarà ammesso, ed i suoi ordini saranno rispettati da ogni servitore
in lui."
"Sì, signore."
Colonnello Arran colorò di rosa tremando. Lui e Berkley guardarono all'un l'altro;
poi ambo inarcarono; ed il maggiordomo introdusse fuori il più giovane uomo.
"Perdono--la chiavistello-chiave, signore."
Berkley lo prese, l'esaminò, lo diede di nuovo.
"Lo ritorni a Colonnello Arran col Sig. Berkley
imperituro--i complimenti", lui disse, ed andò ciecamente fuori nell'aprile
notte, ma i suoi sensi stavano nuotando come se lui fu bevuto.
Dietro a lui la porta della casa di Arran echeggiò.
Larraway stette in piedi, mentre sbirciando clandestinamente attraverso le lato-luci; poi
camminato in punta di piedi verso l'atrio ed entrò nella cenare-stanza con velluto
andatura.
"Porto o brandy, signore?" lui bisbigliò al gomito di Colonnello Arran.
Il Colonnello si scosse la testa.
"Nulla più. Porti quella scatola al mio studio."
Più tardi, seduto alla sua tavola di studio di fronte alla scatola aperta, lui sentì,
Larraway bussa; e lui posò quietamente via la miniatura di Berkley
madre dove stava giacendo suo consolidi palmo per ore.
"Bene?"
"Perdono. La chiave del Sig. Berkley, coi complimenti dei Sig. Berkley il signore."
E lui lo posò sulla tavola dalla scatola.
"Grazie. Quelli saranno tutti."
"Ringrazi _you_, signore. Buona notte, signore."
"Buona notte."
Il Colonnello raccolse la carta di sera e l'aprì meccanicamente:
"Da telegrafo!" lui lesse, "Guerra inevitabile. Poscritto! Forte