Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 16
là in silenzio; lui ai suoi piedi, girò lateralmente così che lui poteva
sembri su nel meditabondo, occhi assenti.
E su loro di nuovo--sul piccolo spazio solo poi li assegnò
nel mondo--ancora una volta stava stabilendo l'intangibile, indefinibile
incantesimo svegliato dal loro primo contatto di luce. Attraverso il suo silenzio
affrettato loro pulsa; attraverso il suo significato lei giovani occhi storditi
guardò fuori in una foschia dove nulla mescolò eccetto un fantasma
cuore, colpendo, colpendo la sveglia. E l'incantesimo posò pesante su
loro ambo.
"Io sopporterò la Sua immagine sempre. Lei lo sa."
Lei sembrò appena l'avere sentito.
"Non c'è ragione in quello che dico io. Io lo so. Ancora--io sono destinato
mai dimenticarLa."
Lei non fece segnale.
"Ailsa Paige", lui disse meccanicamente.
E dopo un tempo lungo, lentamente lei guardò in giù a lui dove lui sedette
ai suoi piedi, i suoi occhi scuri ripararono sullo spazio.
CAPITOLO II
Tutta la mattina lei era stata occupata nel giardino di cortile posteriore del Craig,
abbrancando, addestrando, allentando la terra circa serenella, caprifoglio,
e Rose di Sharon. Il piccolo fioraio tedesco sull'angolo avuto
spedito in due carichi di suolo riccamente fertilizzato ed un barile di foresta
terriccio. Questi con che lei ha addolcito cementano, mescolato nel suo piccolo tegame, e
giudiziosamente applicato al pesca-albero dall'acino d'uva-arbour, al
boschetti folto d'alberi di iride perla-grigio, alle rose adorate scalatore di prateria,
Campana di Baltimora, e Generale Jacqueminot. Il gatto di un neighbour,
guerra-cicatrizzato e baldo, traversando i recinti in ricerca di singolo
combatta, si arrestò guardarla; una prima ape, senza fiori ancora a
frugi, passò e repassed, ronzando confusamente.
I neighbour della prossimo-porta del Craig, Camilla Quaresima uscirono sulla sua schiena
veranda e guardò in giù con un cenno sonnolento di riconoscimento e
buono-mattina, stirando lussuosamente le sue belle braccio nel