Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 36
senza importanza."
"È molto grazioso della Sig.ra Craig per ricordarlo", lui disse. "IO
non sappia niente più eccellente della fiducia nel proprio ceppo di uno."
Lei allineò il testo adiratamente. "Io non ho quella fiducia--in parente."
Per un momento i loro occhi si incontrarono. I suoi erano duri come imporpori acciaio.
"È che finale?"
"Sì."
I muscoli nelle sue guance crebbero tempo verbale, poi nei suoi occhi venne quello
barlume imprudente che all'inizio lei aveva diffidato di--un gaio,
radianza irresponsabile che sembrò beffare a tutte le cose degno.
Lui disse: "No, non è finale. Io ritornerò a Lei."
Lei gli rispose in una voce pari, impassibile:
"Un momento fa io ero incerto; ora io La so. Lei è quello che loro
dica Lei è. Io non desidero mai vederLa di nuovo."
Celia Craig ritornò con l'album. Berkley saltò alleviare
suo del grande libro ed una scatola pieno di silhouette, miniature, e
dagherrotipi. Loro misero il deposito di famiglia sulla tavola
e lo curvò su poi insieme.
Ailsa rimase stando vicino alla finestra, mentre guardando fermamente a nulla,
una sensazione che brucia in ambo le guance.
Ad intervalli, tramite l'intensità del suo silenzio lei sentì
La risata fresca, dolce di Celia, e Berkley è umoristico ed attraente
voce. Lei gettò uno sguardo lateralmente alla schiena della sua testa riccia e scura
dove curvò accanto a Celia è sull'album. Quello che un insolentemente
testa imprudente che era! Lei pensò che lei non aveva mai prima visto
la schiena della testa di alcuno uomo così significativo di carattere--o la mancanza
di lui. E la stessa qualità--o la mancanza di lui--ora sembrò a lei
pervadere il suo corpo flessibile, le sue spalle solide, la sua voce,
ogni movimento, ogni caratteristica--qualche cosa dappertutto circa lui quello
avvertito ed agitò.
[L'illustrazione: quello che un insolentemente testa imprudente che era!"]
Improvvisamente il sangue scottato le sue guance con un perfettamente