Capitolo 17
umori. Lui era soggetto ad estasi durante le quali la sua mente funzionò con
splendore fenomenale. In tutto i suoi lavori e nella sua agenda noi troviamo
referenza continua a questi umori, ed alla sua propria inabilità per controllare
o li recupera. "Ma quello che noi vogliamo è consecutiveness. 'T è con noi un
bagliore di luce, poi un'oscurità lunga poi un bagliore di nuovo. Ah! poteva noi
trasformi questi scintillii fuggitivi in un'astronomia di mondi Copernicani!"
Per approfittare di questi periodi della divinazione lui usò a
scriva i pensieri che sono venuti a lui a tali volte. Dalla fanciullezza
avanti lui tenne diari e libri di luogo comune, e nell'il corso di suo
leggendo e meditazione lui raccolse note innumerabili e quotazioni
quale lui schedò per uso pronto. In queste miniere lui "scavò", come Sig.
Dice Cabot, per le sue conferenze e composizioni. Quando lui ebbe bisogno di una conferenza lui
andato al ricettacolo, gettò insieme quello che sembrò avere un portante su
alcuni sottopongono, e gli diede un titolo. Se alcuni altri uomini dovessero adottare questo
metodo di composizione, il risultato sarebbe caos incomprensibile;
perché la maggior parte di uomini hanno molti interessi, molti umori molti e contrastando
idee. Ma con Emerson era altrimenti. C'era solamente uno pensato
quale potrebbe metterlo in fiamme, e quell'era il pensiero dell'unfathomed
di uomo. Questo pensiero era la sua religione, la sua politica, le sue morali,
la sua filosofia. Un momento di inspirazione era in lui il proprio fratello al
prossimo momento di inspirazione, anche se è probabile che loro siano separati entro sei
settimane. Quando lui venne a mettere insieme le sue idee stella-nato, loro andarono bene
bene, nessuna questione in che ordine lui li mise, perché loro erano tutti
parte della stessa idea.
I suoi lavori sono ogni singolo del uno attacco sul vizio dell'età, morale
codardia. Lui non l'assale da ringhiere e disprezza, ma da positivo e
suggerimento stimolante. L'immaginazione del lettore è toccata da