Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 13
disegni, un'idea, un contorno mero tinse delicatamente, ora. _Is_ lei più
biondo che brunetta?"
"Sì--ma i suoi occhi sono marroni. Io--io insisto su quello."
"Perché non La debba? _You_ la sa; Io non faccio, detto Acuto, ridendo. "IO
soltanto desiderò formare un ritratto mentale. . . . Lei dice i suoi capelli sono--è--"
"È pieno di colore esposto al sole; quello è tutto che posso dire io."
"_Ex_actly--io vedo. Una combinazione rara e bella con occhi marroni e
pelle cremosa, il Sig. Gatewood. Io immagino è probabile che lei sia, forse, un pollice o due
sotto la Sua altezza?"
"Quasi quello. Le sue mani dovrebbero essere--_are_ bello--"
"_Ex_actly. L'insieme è ritratto più vividamente, il Sig. Gatewood;
e--Lei ha annunciato che la sua mancanza della fortuna--l'er--noi pressocché potevamo
dica la sua angoscia pecuniaria--è più che compensò per da lei
completamenti, carattere, e la bellezza molto insolita. . . . _Did_ io così
lo capisca, il Sig. Gatewood?"
"Quello è quello che io volli dire, comunque" che lui ha detto, mentre allineando il testo su.
"Lei _did_ l'intende?"
"Io facevo: Io faccio."
"Poi noi prendiamo il Suo caso, il Sig. Gatewood. . . . Nessuna alacrità sul controllo,
il mio caro signore--preghi ci consideri al Suo servizio."
Ma Gatewood riempì accanitamente nel controllo e lo diede al Programma di analisi del percorso di elaborazione di
Persone perdute.
"Io gli auguro felicità", detto il più vecchio uomo in una voce bassa. "La signora Lei
descriva esiste; è per noi per scoprirla."
"Ringrazi Lei", Gatewood balbettato sbalordì.
Lamento funebre toccò un bottone elettrico; un momento più tardi una giovane ragazza entrò il
stanza.
"Il Signorina Southerland, il Sig. Gatewood. La Voglia sia gentile abbastanza per prendere Sig.
La dettatura di Gatewood in Stanza 19?"
Per un secondo Gatewood fissò--come se nella giovane ragazza di fronte a lui il
fantasma di suo ideale era sorto confrontarlo--solamente per un secondo; poi lui
inarcò, mentre accoppiando il suo riconoscimento perfetto della sua presenza da un portante