Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 38
"Io dico quell'uno di questi giorni di estate balsamici io assassinerò Tommy
Kerns!" irrotto Gatewood. "Cosa sulla terra possedette quel principe di
burro-in andare al Sig. Keen?"
"SalvarLa da Lei!" ribattuto la ragazza in un minimo, esasperato
voce. "Lui non disse quello che La minacciò; lui è un buon amico per un
uomo per avere. Ma noi fondammo presto fuori quello che Lei sia--un uomo bene nato, bene
incrociato, pieno di possibilità brillante che stava divenendo lentamente un inattivo,
egoista cinico, egocentrico--un uomo che, mancando la frusta di bisogno o
l'incitamento dell'ambizione, stava degenerando attraverso l'inutilità puro e semplice e
l'inanità di vita sua. E, oh, la pietà di lui! Per il Sig. Keen ed io ho
preso un--un interesse curiosamente personale in Lei--nel Suo caso. Dico io, il
la pietà di lui!"
Sbalordito, faccia ammutolire le sue parole pungenti sotto, lui cavalcò accanto a lei attraverso il
luce del sole brillante, fece girare meccanicamente come lei girò il suo cavallo, e
andato in bicicletta di nuovo nord.
"Ed ora--_now_!" lei disse appassionatamente, "Lei si volta contro la donna Lei
amato! Oh, Lei non vale esso!"
"Lei ha ragione piuttosto", lui disse, mentre diventando molto bianco sotto il suo disprezzo.
"Pressocché tutti che Lei ha detto abbastanza sono veri, io immagino. Io ammonto a nulla;
Io sono inattivo, cinico, egoista. Il vuoto di tale vita richiede un
stimolante; anche un sciocco aborrisce un aspirapolvere. Quindi io bevo--non così moltissimo
ancora--ma più di me comprendo. Ed abbastanza è vicino ad un'abitudine per preoccupare
io. . . . Sì, pressocché tutti che Lei dice sono veri; Kerns lo sa; Io so
esso--ora che Lei mi ha detto. Lei vede, lui non poteva dirmi, perché io
non l'avrebbe dovuto credere. Ma io La credo--tutti che Lei dice, ometta uno
cosa. E quello è solamente un barlume della decenza andato via in me--non che io faccio
alcun merito di lui. No, è soltanto istintivo. Per io ho _not_ girato
sulla donna io amai."