Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 58
disegnato la sua sedia accanto a lui, ed ora sedette, mentre inclinandosi in avanti, guancia di bronzo
rimanendo nella sua mano, fissando fissamente il ritratto.
"Quando era questo--questa fotografia presa?" chiesto quietamente al Programma di analisi del percorso di elaborazione.
"Il giorno dopo che io arrivai a New York. Da solo, io ero qui fumando il mio tubo
e gettando uno sguardo sulla carta di sera poco prima che vestendo per cena. Esso
stava crescendo piuttosto scuro nella stanza; Io non ero diventato sull'elettrico
luce. La mia macchina fotografica posò sulla tavola--là è!--quel kodak. Io avevo preso
alcune fotografie istantanee su a bordo; c'era un film andato via."
Lui si inclinò più pesantemente sul suo gomito, occhi ripararono sul ritratto.
"Era quasi scuro", lui ripetè. "Io posai a parte la carta di sera e
si alzò, mentre pensando a vestendo per cena, quando ai miei occhi accadde
caduta sulla macchina fotografica. Accadde a me che io potevo bene come lo scarichi,
lasci che il film non usato vada, e spedisca il rotolo per essere sviluppato e stampò;
ed io raccolsi la macchina fotografica--"
"Sì", detto il Programma di analisi del percorso di elaborazione leggermente.
"Io l'andai a prendere e stavo cominciando verso la finestra dove là rimase
abbastanza luce del giorno per vedere da--"
Il Programma di analisi del percorso di elaborazione accennò col capo dolcemente.
"Poi io vidi _her_!" Harren detto sotto il suo alito.
"Dove?"
"Là--stando vicino a quella finestra. Lei può vedere la finestra e può provvedere di tende in
la fotografia."
Il Programma di analisi del percorso di elaborazione guardò fisso intensamente al ritratto.
"Lei guardò a me", Harren detto, consolidando la sua voce. "Lei era come davvero
come Lei è, e lei stette in piedi là, mentre sorridendo debolmente, i suoi occhi scuri, belli
soddisfacendo il mio."
"Parlò?"
"No"
"Quanto tempo rimase là?"
"Io non so--tempo sembrò fermarsi--il mondo--tutto ancora crebbe.
. . . Qualche cosa cominciò poco a poco, poi, a mescolare sotto mio sbalordito