Capitolo 15
"Esca dal modo!" lui disse a Lyubka che lanciò affrettatamente il
porta dell'entrata e stette in piedi attraverso la soglia. "Mi permetta di passare! Perché
è eretto qui?"
"Cosa vuole andare fuori per?"
"Avere un'occhiata al mio cavallo."
Lyubka guardò fisso su a lui con un astuto e carezzando occhiata.
"Perché guardi a lui? Lei farebbe meglio a guardare a me. . . ." lei disse, poi
lei curvò in giù e toccò col suo dito la guardare-chiave di doratura che
appeso sulla sua catena.
"Mi permetta di passare, o lui andrà via sul mio cavallo", Yergunov detto. "Impedimento
io vado, Lei sgobba!" lui gridò, e dandole un colpo adirato sul
prenda sulle spalle, lui pigiò il suo torace contro lei con tutti il suo a
la spinga via dalla porta, ma lei tenne presa stretta della freccia,
ed era come ferro.
"Mi permetta di andare!" lui gridò, esausto; "lui andrà via con lui, io dico
Lei."
"Perché debba lui? Lui non vuole." Respirando sodo e strofinando la sua spalla,
quale male, lei guardò di nuovo su a lui, allineò il testo un piccolo e riso.
"Non vada via, il caro cuore", lei disse; "Io sono ottuso da solo."
Yergunov guardò nei suoi occhi, esitò, e mise il suo tondo di braccio
suo; lei non resistè a.
"Venga, niente sciocchezze; mi permetta di andare", lui l'implorò. Lei non parlò.
"Io La sentii proprio ora", lui disse, Merik efficace" che Lei l'ama.
"Io sfido dica. . . . Il mio cuore sa è chi io amo."
Lei mise di nuovo il suo dito sulla chiave, e disse leggermente: "Mi dia
quello."
Yergunov slegò la chiave e glielo diede. Lei sollevò con una gru improvvisamente
il suo collo ed ascoltò con una faccia grave, e la sua espressione colpì
Yergunov come raffreddore ed astuto; lui pensò al suo cavallo, ed ora
la spinta facilmente a parte e si incontrò fuori col recinto. Nel capannone un
maiale sonnolento stava grugnendo con regolarità pigra ed una vacca stava bussando
il suo corno. Yergunov illuminato un fiammifero e sega il maiale, e la vacca,