Capitolo 17
con l'altro tentare per afferrare il piumone, accalcò contro il muro
. . . . Lei guardò a Yergunov con repulsione e terrore nei suoi occhi,
e, come una bestia selvatica in una trappola, orologio astuto e tenuto su suo più debole
movimento.
"Mi dica dove è il mio cavallo, o io batterò la vita fuori di Lei,"
Yergunov gridato.
"Ottenga via, bestia sporca!" lei disse in una voce rauca.
Yergunov l'afferrò dal turno vicino il collo e lo lacerò. E
poi lui non poteva frenarsi, e con tutti il suo forza abbracciò
la ragazza. Ma sibilando con furia, lei scivolò fuori delle sue braccio, e
una mano che libera--l'altro fu aggrovigliato nel turno lacerato--il colpo
lui un colpo col suo pugno sul cranio.
La sua testa era confusa col dolore, c'era un tintinnio e sbattendo
nei suoi orecchi, lui barcollò di nuovo, ed a quel momento un altro ricevette
colpo--questa durata sul tempio. Reeling ed afferrando al
doorposts, che è probabile che lui non precipiti, lui fece il suo modo alla stanza dove
le sue cose erano, e posò in giù sulla panca; poi dopo essere giaciuto per un
piccolo tempo, prese lo scatolo di cerini della sua tasca e cominciò ad accendere
accoppi dopo fiammifero per niente oggetto: lui l'accese, lo spense, e gettò
esso sottobanco, e seguì fino a tutti i fiammiferi fu andato.
Nel frattempo le arie cominciarono a diventare fuori blu, i galli cominciarono
corvo, ma la sua testa ancora dolse, e c'era un baccano nei suoi orecchi
come se lui era seduto sotto un ponte di binario e stava sentendo il
treni che passano sulla sua testa. Lui ottenne, in qualche modo, nel suo cappotto e
berretto; la sella ed il fascio dei suoi acquisti che lui non poteva trovare,
il suo zaino era vuoto: non era per nulla che qualcuno aveva
si affrettò fuori della stanza quando lui entrò dal recinto.
Lui prese un attizzatoio dalla cucina per tenere via i cani, ed andò fuori
nel recinto, lasciando la porta aprire. La neve-temporale si era abbassata
ed era fuori calmo. . . . Quando lui andò fuori al cancello, il