Capitolo 36
firmi, lui diventerebbe rosso come un granchio e si sentirebbe colpevole, ma ancora lui
firmerebbe i conti. Quando i pazienti si lagnarono a lui di
avendo fame o della ruvidità delle balie, lui sarebbe confuso,
e mormora colpevolmente: Io andrò più tardi "molto bene, molto bene, in lui
. . . . Più probabile c'è del malinteso. . ."
Per prima Andrey Yefimitch lavorò molto zelantemente. Lui vide pazienti
ogni giorno da mattina fino a cena-durata, operazioni compiute e
confini anche frequentati. Le signore dissero di lui che lui era
attento ed intelligente a diagnosticando malattie, specialmente quelli di
donne e bambini. Ma in lavorazione di tempo il lavoro chiaramente
lo stancato dalla sua monotonia e l'inutilità ovvia. A-giorno uno
vede trenta pazienti, ed a-domani che loro hanno aumentato a trenta-cinque,
il prossimo giorno quaranta, e così su da giorno a giorno, da anno ad anno,
mentre la mortalità nella città non decrebbe ed i pazienti
non vada via via venendo. Essere alcun vero aiuto a quaranta pazienti
tra mattina e cena non era fisicamente possibile, così poteva
ma conduce alla falsità. Se dodici milli pazienti fossero visti in un
anno che ha voluto dire, se uno guardasse semplicemente a lui, che dodici milli uomini
fu ingannato. Mettere quelli che erano seriamente malati in custodie, e
trattarli secondo i principi di scienza, era impossibile,
anche, perché sebbene c'erano principi non c'era scienza; se
lui sia mettere da parte la filosofia e saccentemente seguire le regole
come facevano gli altri dottori, le cose soprattutto necessario era la pulizia
e ventilazione invece di immondizia, nutrimento salubre invece di
brodo fece di cavolo cappuccio puzzolente, acido, ed i buoni assistenti invece
di ladri; e, davvero, perché impedisce persone che muoiono se morte è il
fine normale e legittima di ognuno? Quello che è guadagnato se alcuni
negozio-custode o le vite di impiegato un cinque o dieci anni addizionali? Se lo scopo
di medicina è da medicine per alleviare la sofferenza, le forze di domanda