Capitolo 43
non dovrebbe morire mai. Oh, io penso a me: 'Vecchio all'antica, è ora Lei
era morto!' Ma c'è una piccola voce nella mia anima dice: 'Non faccia
lo creda; Lei non morrà.'"
Presto dopo che nove Mihail Averyanitch andrebbero via. Come lui mise
sul suo cappotto di pelliccia nell'entrata lui direbbe con un sospiro:
"Quell'al quale un fato di regione selvaggia ci ha portati, tuttavia realmente! Quello che è
più fastidioso di tutti è dovere morire qui. Ech! . ."
VII
Dopo avere visto il suo amico fuori Andrey Yefimitch siederebbe in giù al
tavola e comincia a leggere di nuovo. La calma della sera, e
dopo della notte, non fu rotto da un solo suono, ed esso
sembrato come se tempo ancora stava stando in piedi e stava covando col
dottore sul libro, e come se non c'era niente in esistenza
ma i libri e la lampada con l'ombra verde. Il dottore è comune
contadino-come faccia gradualmente era illuminato su da un sorriso di delizia
ed entusiasmo sul progresso dell'intelletto umano. Oh, perché
uomo non è immortale? lui pensò. Quello che è il buono del cervello
centri e gli attorcigliamenti, quello che è il buono di vista, discorso,
imbarazzo, genio se è tutti destinarono partire in
il suolo, e nella fine per crescere insieme raffreddore con la terra
incrosti, e poi per millions di anni volare col tondo di terra
il sole senza volendo dire e niente oggetto? Fare che non c'era bisogno
a tutti per disegnare uomo col suo intelletto alto, quasi divino fuori di
non-esistenza, e poi, come se in derisione, girarlo in
creta. La tramutazione di sostanze! Ma che codardia per confortare
sé con quel sostituto conveniente per l'immortalità! L'inconscio
processi che hanno luogo in natura sono anche più bassi che la stupidità
di uomo, fin da c'è in stupidità, in ogni modo, coscienza e la volontà,
mentre in quelli processi non è completamente nulla. Solamente il
codardo che ha più paura di morte che la dignità può confortarsi
col fatto che la sua volontà di corpo in durata vive di nuovo nell'erba,