Anton Pavlovich Chekhov

I Cavallo-ladri e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 47

e fuori-pazienti di sega. L'assenza completa di trattamento antisettico
ed i foggiare a coppa scovarono la sua indignazione, ma lui non presentò
alcun sistema nuovo, avendo paura di Andrey Yefimitch offensivo. Lui
considerato il suo collega una vecchia canaglia astuta, lo sospettò di essere
un uomo di grande vuole dire, e l'invidiò segretamente. Lui sarebbe stato
molto contento avere il suo posto.

IX

In una sera primaverile verso la fine di marzo, quando c'era nessuno
neve andò via sulla terra e gli storni stavano cantando nel
giardino di ospedale, il dottore andò fuori a vedere il suo amico l'ufficiale postale
come lontano come il cancello. A quel molto momento l'ebreo Moiseika, ritornando
col suo bottino, entrò nel recinto. Lui non aveva berretto su, e suo nudo
piedi erano spinta in goloshes;  nella sua mano lui aveva una piccola borsa di
rami.

"Mi dia un kopeck!" lui disse al dottore, mentre sorridendo, e rabbrividendo
con raffreddore. Andrey Yefimitch che non potrebbe rifiutare mai chiunque qualsiasi cosa,
lo dato un dieci-kopeck il pezzo.

"Come cattivo è quello!" lui pensò, mentre guardando ai piedi nudi dell'ebreo con
le loro caviglie rosse e sottili. "Perché, è bagnato."

E mescolò da un sentimento consanguineo compatire e disgustare, lui andò
nella casetta dietro all'ebreo, ora guardando alla sua testa calva, ora
alle sue caviglie. Come il dottore andò in, Nikita saltò su dal suo
mucchio di figliata e fu di fronte ad attenzione.

"Buono-giorno, Nikita" che ha detto mitemente Andrey Yefimitch. "Quel ebreo deve
sia provvisto con stivali o qualche cosa, lui prenderà freddo."

"Certamente, il Suo honour. Io informerò il soprintendente."

"Per favore faccia;  chieda a lui nel mio nome. Gli dica che io chiesi."

La porta nella custodia era aperta. Ivan Dmitritch, giacendo sostenne su
il suo gomito sul letto, ascoltò in allarme la poco familiare voce,
e riconobbe improvvisamente il dottore. Lui tremò del tutto finito con rabbia,
saltato su, e con una faccia rossa ed adirata, col suo inizio di occhi
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