Capitolo 53
in con le Sue condanne. . . ."
"Sì, un'idea probabile!" Ivan Dmitritch detto, sedendo su e guardando
al dottore con ironia e disagio. I suoi occhi erano rossi. "Lei
andare e spiare e sonda in qualche altro posto, non è uso il Suo facendolo
qui. Io seppi ieri quello per il quale Lei era venuto."
"Una voglia strana", rise il dottore. "Quindi Lei mi immagina per essere un
spia?"
"Sì, io faccio. . . . Una spia o un dottore che sono stati addebitati per esaminare
io--è tutto lo stesso ----"
"Oh mi scusi, quello che un individuo strano che Lei realmente è!"
Il dottore si sedette sullo sgabello vicino il letto e scosse la sua testa
in tono di rimprovero.
"Ma ci permise di supporre che Lei ha ragione", lui disse, ci "permetta di immaginare quello
Io sto tentando infidamente di intrappolarLa in dicendo qualche cosa così come
tradirLa alla polizia. Lei sarebbe arrestato e poi sarebbe tentato.
Ma La può sia alcuno peggiore via essendo tentato ed in prigione che Lei
qui è? Se Lei è bandito ad una sistemazione, o anche spedì a penale
servitù, sarebbe peggiore che essere chiuso su in questa custodia? IO
l'immagini sarebbe nessuno peggiore. . . . Cosa, poi ha paura di?"
Queste parole evidentemente avevano un effetto su Ivan Dmitritch. Lui si sedette
quietamente.
Era tra il quattro ed il cinque di pomeriggio--il tempo quando
Andrey Yefimitch di solito camminava su ed in giù le sue stanze, e Daryushka
chiesto se non era tempo per la sua birra. Era un ancora, brillante
giorno.
"Io uscii per una passeggiata dopo cena, e qui io sono venuto, come Lei
veda", detto il dottore. "È piuttosto primavera."
"Che mese è? Marzo?" Ivan Dmitritch chiesto.
"Sì, la fine di marzo."
"È molto fangoso?"
"No, non molto. Ci sono già percorsi nel giardino."
"Ora sarebbe bello per guidare in qualche luogo in una carrozza aperta in
il paese", Ivan Dmitritch detto che strofina i suoi occhi rossi come se
lui sia solo sveglio, "poi ritornare a casa ad un caldo, comodo studio, e
. . . ed avere un dottore decente per guarire il mal di testa di uno. . . .