Capitolo 54
È così lungo siccome io ho vissuto come un essere umano. Sta disgustando
qui! Disgustando insopportabilmente!"
Dopo il suo eccitamento del giorno precedente lui fu esaurito e
disattento, e parlò controvoglia. Le sue dita si contorsero, e dal suo
affronti si potrebbe vedere che lui aveva un mal di testa di frazionamento.
"Non c'è vera differenza tra un caldo, comodo studio e questo
difenda", Andrey Yefimitch detto. "La pace di un uomo e l'appagamento non fanno
giaccia fuori di un uomo, ma in lui."
"Cosa intende?"
"L'uomo all'ordine del giorno sembra per buono e cattivo in cose esterne--
ovvero, in carrozze, in studi--ma un uomo pensante guarda per
esso in lui."
"Lei dovrebbe andare e dovrebbe predicare che la filosofia in Grecia, dove è
caldo e fragrante col profumo di melagrane, ma qui è
non andato bene al clima. Con chi era io stavo parlando di Diogenes?
Era con Lei?"
"Sì, con me ieri."
"Diogenes non ebbe bisogno di un studio o una calda abitazione; fa caldo là
senza. Lei può giacere nella Sua vasca e può mangiare arance ed olive. Ma
lo porti a Russia per vivere: lui starebbe implorando essere lasciato dentro in
Maggio, faccia dicembre da solo. Lui sarebbe raddoppiato su col raffreddore."
"No Uno può essere insensibile a raffreddore come ad ogni altro dolore. Marcus
Dice Aurelius: 'Un dolore è un'idea vivida sul dolore; faccia un sforzo di
cambierà quell'idea, lo congedi, cessi lagnarsi, ed il
il dolore scomparirà.' Quello è vero. L'uomo saggio, o semplicemente il
uomo riflettente, pensieroso, è distinto precisamente dal suo
disprezzo per soffrire; lui è contentato sempre e sorpreso a
nulla."
"Poi io sono un idiota, da quando io soffro e sono scontentato e sorprese
alla bassezza morale di umanità."
"Lei ha torto in quello; se Lei rifletterà più sul soggetto Lei
capirà come insignificante è tutti che mondo esterno che
c'agita. Uno deve sforzarsi per la comprensione della vita, ed in
quella è la vera felicità."
"Comprensione. . ." Ivan ripetuto Dmitritch aggrottando le ciglia. "Esterno,