Capitolo 83
e poi Hobotov, il soprintendente e l'assistente e poi
lui; ma nessun suono venne dal suo torace, e le sue gambe non possono
lo rispetti. Affannando, lui lacerò all'abbigliamento-vestito ed il
camicia sul suo seno, li affitti, e precipiti inanimato sul letto.
XIX
La sua testa dolse la prossimo mattina, c'era un ronzando nei suoi orecchi ed un
sentendo del tutto su della debolezza assoluta. Lui non aveva vergogna a richiamando
la sua debolezza il giorno prima. Lui era stato codardo, era stato anche
impaurito della luna, aveva espresso apertamente pensieri ed i sentimenti così
come lui non si era aspettato prima in lui; per esempio, il pensiero
che le persone grette che filosofizzarono realmente furono scontentate.
Ma ora nulla si importò a lui.
Lui non mangiò niente; lui non bevve niente. Lui posò immobile e silenzioso.
"È tutto lo stesso a me", lui pensò quando loro gli fecero domande.
"Io non risponderò. . . . È tutto lo stesso a me."
Dopo che cena Mihail Averyanitch gli portò una libbra di trimestre di tè
ed una libbra di pasticche di frutta. Daryushka anche venne e stette in piedi per un
ora intera dal letto con un'espressione del dolore ottuso sulla sua faccia.
Il Dott. Hobotov lo visitò. Lui portò una bottiglia di bromuro e disse
Nikita per disinfettare la custodia con qualche cosa.
Verso sera Andrey Yefimitch morì a causa di un colpo apoplettico. A
prima lui aveva un adattamento tremante e violento ed un sentimento di malattia;
qualche cosa rivoltandosi come sembrò, mentre penetrando attraverso suo intero
corpo, anche alle sue dito-punte teso dal suo stomaco al suo
testa ed allagò i suoi occhi ed orecchi. C'era prima un verde
i suoi occhi. Andrey Yefimitch capì che la sua fine era venuta, e
ricordato che Ivan Dmitritch, Mihail Averyanitch, e millions
di persone credute in immortalità. E cosa se realmente esistesse?
Ma lui non volle l'immortalità--e lui pensò solamente a lui per
un istante. Un armento di cervo, straordinariamente bello ed aggraziato,
di che lui stava leggendo prima il giorno, amministrò da lui; poi un