Capitolo 88
vivrà in libertà, mentre allietandosi, Lei sa, e lodando Dio; e
loro non temeranno che noi, la pace e la concordia verranno. C'è solamente
una cosa, Lei sa, io non posso capire", Zhmuhin seguì, mentre gettando uno sguardo
al prosciutto. "Come starà coi maiali? Quello col quale sarà fatto
loro?"
"Loro saranno come tutto il resto--ovvero, loro vivranno in
libertà."
"Ah! Sì. Ma mi permette di dire, se loro non fossero macellati loro
moltiplicherebbe, Lei sa, e poi ciao ai cucina-giardini
ed i prati. Perché, un maiale, se Lei gli permise di liberare e non guarda dopo
esso, rovinerà tutto in un giorno. Un maiale è un maiale, e non è
per nulla è chiamato un maiale. . . ."
Loro finirono cena. Zhmuhin ottenne su dalla tavola e per un lungo
mentre camminò su ed in giù la stanza, parlando e parlando. . . . Lui
piaceva parlando di qualche cosa importante o serio ed era affettuoso
di meditare, e nel suo la maturità lui aveva una brama per arrivare alcuni
porto, essere riassicurato che è probabile che lui non sia spaventato così di morire.
Lui aveva una brama per la mitezza, calma spirituale, e la fiducia in
lui, come questo l'ospite di loro avuto che aveva soddisfatto il suo
fame su cetrioli ed impanò, e credè che facendo lo fece così
più perfetto; lui era seduto su un torace, grassoccio e sano tenendo
silenzioso e sopportando pazientemente la sua noia, e nel crepuscolo quando uno
gettato uno sguardo a lui dall'entrata lui sembrò una grande pietra rotonda che
uno non poteva muoversi dal suo luogo. Se un uomo ha qualche cosa a posi
tenga di nella vita lui ha ragione del tutto.
Zhmuhin superò l'entrata al portico, e poi lui potrebbe essere
sighing sentito e dicendo riflessivamente a lui: "Sì. . . . A
sia sicuro. . . . Da ora lui era scuro, e qui e là stelle potevano
sia visto nel cielo. Loro non avevano ancora dentro illuminati su. Qualcuno
entrato come silenziosamente come un'ombra nel parlour ed ancora stette in piedi
vicino la porta. Era Lyubov Osipovna, la moglie di Zhmuhin.