Capitolo 89
"È dalla città?" lei chiese timidamente, mentre non guardando a lei
visitatore.
"Sì, io vivo nella città."
"Forse Lei è qualche cosa nel modo dotto, signore; sia così gentile come
consigliarci. Noi dovremmo spedire in una petizione."
"A chi?" chiesto al visitatore.
"Noi abbiamo due figli, gentiluomo gentile, e loro sarebbe dovuto essere spedito
a scuola tempo fa, ma noi non vediamo mai chiunque ed abbiamo nessuno a
ci consigli. Ed io non so niente. Per se loro non sono insegnati loro vogliono
debba servire nell'esercito come cosacco comuni. Non è corretto, signore!
Loro non possono leggere e possono scrivere, loro sono peggiori dei contadini, ed Ivan
Abramitch stesso non può sopportarli e non li farà dentro. Ma
loro sono non biasimare. I più giovani, in ogni caso dovrebbero essere
spedito a scuola, è tale pietà!" lei disse lentamente, e c'era
un vibri nella sua voce; e sembrò incredibile che una donna così
piccolo e così giovane potrebbe avere bambini adulti. "Oh, è così
una pietà!"
"Lei non conosce qualsiasi cosa lo, madre e non è Suo
affare", Zhmuhin detto, apparendo nella via d'accesso. "Non infastidisca nostro
ospite col Suo discorso selvatico. Vada via, madre!"
Lyubov Osipovna andò fuori, e nell'entrata ancora una volta ripetuta in un
assottigli la piccola voce: "Oh, è tale pietà!"
Un letto fu costituito sul visitatore sul sofà nel parlour, e
che è probabile che non sia scuro per lui loro illuminato la lampada di fronte al
ikon. Zhmuhin andò a letto nella sua propria stanza. E come lui posò là lui
pensiero della sua anima, della sua età del suo recente colpo che aveva così
lo spaventato e lo fece pensare a morte. Lui era affettuoso di
filosofizzando quando lui era in quiete da solo, e poi lui
immaginò che lui era un pensatore molto serio, profondo, e che nulla
in questo mondo lui ma domande serie interessarono. Ed ora lui tenne
pensando e lui bramò impeciare su del significativo del uno pensiero
diversamente da altri, quali sarebbero una guida a lui nella vita, e lui volle