Capitolo 17
cespugli, e sopra della collina stata in piedi immobile una grande, rossa mezzaluna,
velato leggermente con nebbia e circondò dalle piccole nubi che sembrarono
stare sembrando rotondo a lui da tutti i lati e guardando che faceva
non vada via.
In ogni natura là sembrò essere un sentimento di disperazione ed il dolore.
La terra, come una donna rovinata che siede in una stanza scura da solo e
tentando di non pensare al passato, stava covando su ricordi di
primavera e passa l'estate ed aspettando apaticamente l'inevitabile
inverno. Dovunque uno guardò, su tutti i lati, natura sembrò come un
buca scura, molto profonda, fredda da che né Kirilov né
Abogin né la mezzaluna rossa potrebbero scappare. . . .
Il più vicino la carrozza arrivò alla sua meta l'Abogin più impaziente
divenuto. Lui continuò a muoversi, leaping su, guardando il vetturino
spalla. E quando finalmente la carrozza fermò prima l'ingresso,
quale elegantemente fu provvisto di tende con lino rigato, e quando lui guardò
alle finestre illuminate del secondo piano c'era un udibile
prenda nel suo alito.
"Se accade qualsiasi cosa. . . Io non lo sopravvivrò", lui disse, mentre andando
nella sala col dottore, e strofinando le sue mani in agitazione.
"Ma non c'è commozione, così tutto deve stare andando bene così
lontano", lui aggiunse, mentre ascoltando nella calma.
Non c'era suono nella sala di passi o voci e tutta la casa
sembrato addormentato nonostante le finestre illuminate. Ora il dottore e
Abogin che coltiva poi era stato in oscurità, potrebbe vedere l'un l'altro
chiaramente. Il dottore era alto e si chinò, fu vestito disordinatamente e
non bello. C'era un spiacevolmente aspro, cupo, e
occhiata ostile sui suoi labbra, spesso come un negro, suo aquilino
annusi, ed occhi disattenti, apatici. La sua testa arruffata ed incavato
tempi, il greyness prematuro della sua barba lunga, stretta attraverso
quale il suo mento era visibile, il colore grigio e pallido della sua pelle ed il suo