Anton Pavlovich Chekhov

L'Insegnante

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 35

grado all'università nella Facoltà di Arti, ma non aveva tenuto mai
alcun posto, non aveva lavoro definito, e solamente a volte prese
divida in concerti per oggetti caritatevoli;  e nella città lui era
considerato un musicista.

Andrey Andreitch giocò;  loro tutti ascoltarono in silenzio. Il samovar
stava bollendo quietamente sulla tavola e nessuno ma Sasha stavano bevendo
tè. Poi quando colpì improvvisamente dodici una sequenza di violino ruppe;
ognuno rise, si agitò circa, e cominciò a dire ciao.

Dopo avere visto il suo fidanzato fuori, Nadya andò disopra, dove lei e lei
madre aveva le loro stanze (il piano più basso fu occupato dal
nonna). Loro cominciarono a mettere le luci fuori sotto nel
cenare-stanza, mentre Sasha ancora sedette su bere tè. Lui spese sempre
un tempo lungo su tè nello stile di Mosca, bevendo tanto quanto sette
occhiali ad una durata. Per molto tempo dopo che Nadya aveva spogliato e
andato a letto lei potrebbe sentire i servitori che fanno piazza pulita giù dalle scale
e Nonna che parla adiratamente. Finalmente tutto fu fatto tacere, e
si potrebbe sentire nulla ma Sasha che tossisce su a volte un
bassi notano nella sua stanza sotto.

II

Quando Nadya si svegliò è dovuto essere due, stava cominciando
trovare luce. Un sorvegliante stava fornendo in qualche luogo lontano via. Lei era
non sonnolento, ed il suo letto si sentì molto molle ed incomodo. Nadya sedette
su nel suo letto e precipitò a pensando come lei aveva fatto ogni notte in
Maggio. I suoi pensieri erano gli stessi come loro erano state prima la notte,
inutile, pensieri di persistente, sempre simile, di come Andrey Andreitch
aveva cominciato a corteggiarla e le aveva fabbricato un'offerta, come lei aveva
l'accettato e poi poco a poco era venuto ad apprezzare il
uomo gentile, intelligente. Ma per della ragione ora quando c'era
proprio un mese non andò via di fronte al matrimonio, lei cominciò a sentire tema e
disagio come se qualche cosa vago ed oppressivo era prima
suo.

"Tic-toc, tic-toc. . ." il sorvegliante fornì pigramente. ". . .
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