Capitolo 40
badi a ritornare a Mosca.
"Io non posso esistere in questa città", lui disse oscuramente. "Nessun approvvigionamento di acqua,
niente fognature! Mi disgusta per mangiare a cena; la lordura nella cucina
è incredibile. . . ."
"Aspetti un piccolo, prodigo figlio!" Nonna tentò di persuaderlo, mentre parlando
per della ragione in un bisbiglio, "il matrimonio deve essere sul settimo."
"Io non voglio."
"Lei volle dire stare con noi fino a settembre!"
"Ma ora, Lei vede, io non voglio. Io devo trovare lavorare."
L'estate era grigia e fredda, gli alberi erano bagnati, tutto nel
giardino sembrò abbattuto e non invitante, certamente fece uno
lungo trovare lavorare. Il suono delle voci di poco familiari donne era
sentito giù dalle scale e disopra, c'era il sonaglio di un cucito
macchina nella stanza di Nonna, loro stavano lavorando sodo al corredo da sposa.
Di cappotti di pelliccia da solo, sei furono offerti per Nadya, ed il più conveniente
di loro, nelle parole di Nonna trecento rubli avevano costato! Il
chiasso irritò Sasha; lui stette nella sua propria stanza ed era obliquo, ma
ognuno lo persuase a rimanere, e lui promise di non andare prima
il primo di luglio.
Tempo passò rapidamente. Nel giorno di San Pietro Andrey Andreitch andò con
Nadya dopo cena a Strada di Mosca per ancora una volta guardare alla casa
quale era stato preso ed era stato costituito pronto la giovane coppia della durata
prima. Era una casa di due storeys, ma finora solamente il superiore
pavimento era stato fornito. C'era nella sala un brillante pavimento
dipinto e parqueted, c'erano sedie viennesi, un pianoforte, un violino
bancarella; c'era un odorato di vernice. Sul muro un grande petrolio appese
dipingendo in una cornice di oro--una signora nuda ed accanto a lei un imporpori
vaso con un manico rotto.
"Un ritratto squisito", Andrey Andreitch detto, e lui diedero un
sospiro rispettoso. "È il lavoro dell'artista Shismatchevsky."
C'era poi la disegno-stanza con la tavola rotonda, ed un sofà
e sedie facili tappezzarono nel brillante blu. Sopra del sofà era un