Capitolo 44
In natura è una tramutazione continua di sostanze. Prima
Lei sa dove è Lei Lei sarà una madre Lei ed un vecchio
donna, ed avrà come ribelle una figlia come io ho."
"Il mio caro, mio dolce, Lei è intelligente Lei sa, Lei è infelice,"
Nadya detto. "Lei è molto infelice; perché Lei dice tale molto ottuso,
parli per luoghi comuni cose? Per la causa di Dio, perché?"
Nina Ivanovna tentò di dire qualche cosa, ma non poteva emettere una parola;
lei diede un singhiozzo ed andò via alla sua propria stanza. Le voci di basso cominciarono
ronzando di nuovo nella stufa, e Nadya si sentì spaventato improvvisamente. Lei
saltato fuori di letto ed andò rapidamente a sua madre. Nina Ivanovna,
con faccia lacerare-macchiata, stava giacendo in letto avvolto in un blu pallido
piumone e tenendo un libro nelle sue mani.
"Madre, mi ascolti!" Nadya detto. "Io L'imploro, capisca!
Se Lei capisse solamente come piccolo e degradante è la nostra vita.
I miei occhi sono stati aperti, ed io del tutto ora lo vedo. E quello che è Suo
Andrey Andreitch? Perché, lui non è intelligente, madre! Misericordioso
cieli, capisca, madre, lui è stupido!"
Nina Ivanovna sedette improvvisamente su.
"Lei e Sua nonna mi tormentate", lei disse con un singhiozzo. "Io voglio
vivere! lei ripetè vivere", e due volte lei colpì il suo piccolo pugno
sul suo petto. "Mi permetta di essere libero! Io ancora sono giovane, io voglio vivere,
e Lei mi ha fabbricato una vecchia donna tra Lei!"
Lei irruppe in ferite lacere amare, posò in giù ed arricciò su sotto il piumone,
e sembrò così piccolo, così pietoso, così sciocco. Nadya andò alla sua stanza,
vestito, e sedendo alla finestra precipitò ad aspettando la mattina.
Lei sedette ogni notte pensando, mentre qualcuno sembrava stesse fornendo su
le imposte e fischiando nel recinto.
Di mattina Nonna si lagnò che il vento aveva abbattuto in giù tutti
le mele nel giardino, e rotto in giù un vecchio albero di susina. Era
grigio, oscuro, triste, il buio abbastanza per candele; ognuno si lagnò