Capitolo 45
del raffreddore, e la pioggia frustò sulle finestre. Dopo tè Nadya
andato nella stanza di Sasha e senza dire una parola si inginocchiò prima in giù
una poltrona nell'angolo e nascose la sua faccia nelle sue mani.
"Cosa è?" Sasha chiesto.
"Io non posso. . ." lei disse. "Come io potrei continuare a vivere prima qui, io
non può capire, io non posso concepire! Io disprezzo l'uomo che io sono impegnato
a, io mi disprezzo, io disprezzo tutti questa esistenza inattiva, inanimata."
"Bene, bene", Sasha detto, capendo ancora non quello che fu voluto dire. "Quello è
ogni destra. . . quello è buono."
"Io sono ammalato di questa vita", Nadya seguì. "Io non posso sopportare un altro
giorno qui. A-domani che io sto andando via. Mi prenda con Lei per Dio
causa!"
Per un Sasha minuto guardò a lei in stupore; finalmente lui
capito e si fu dilettato come un bambino. Lui si sventolò le braccio e cominciò
picchiettando con le sue pantofole come se lui stava ballando con delizia.
"Splendido", lui disse, mentre strofinando le sue mani. "La mia bontà, come eccellente quello
è!"
E lei lo fissò senza lampeggiare, con l'adorando occhi come se
affascinato, aspettandosi ogni minuto che lui direbbe qualche cosa
importante, qualche cosa molto significativo; lui le aveva detto nulla
ancora, ma già sembrò a lei che qualche cosa nuovo e grande era
aprendo di fronte a lei quale lei non aveva saputo coltivi poi, e già
lei guardò fisso a lui pieno di aspettazione, pronto affrontare qualsiasi cosa, anche
morte.
"Io sto andando a-domani", lui disse dopo il pensiero di un momento. "Lei viene
alla stazione per vedermi via. . . . Io prenderò le Sue cose in mio
portmanteau, ed io troverò il Suo biglietto, e quando i terzi anelli di campana
Lei ottiene nella carrozza, e noi andremo via. Lei mi vedrà come lontano
come Mosca e poi segue a Petersburg da solo. L'abbia un passaporto?"
"Sì."
"Io posso prometterLa, Lei non pentirà esso", Sasha detto, con condanna.
"Lei andrà, Lei studierà, e poi va dove il fato La prende.