Capitolo 79
io, ma quando io vedo l'elenco di nomi nella sala io sento un impulso
firmare il mio. . . ."
In stordimento muto, non capendo niente, non sentendo niente, Navagin
camminato sul suo studio. Lui toccò sulla tenda la porta, tre
tempi sventolarono le sue mani come un _jeune premier_ in un balletto quando lui
vede _her_, diede un fischio ed un sorriso insignificante, e puntuto
col suo dito in spazio.
"Quindi io subito spedirò via l'articolo, Sua eccellenza", detto il
segretario.
Queste parole scovarono Navagin dal suo stupour. Lui guardò in modo assente a
il segretario ed il sagrestano, ricordò, e bollando, il suo piede
irritabilmente, gridò in un alto, rompendo tenore:
"Mi lasci in pace! Lea-eave io in pace, io gli dico! Cosa Lei vuole
di me io non capisco."
Il segretario ed il sagrestano andarono fuori dello studio ed arrivarono
la strada mentre lui ancora stava bollando e stava gridando:
"Mi lasci in pace! Cosa Lei vuole di me io non capisco. Lea-eave
io in pace!"
IMPRESSIONI FORTI
Non accadde così tempo fa nella corte di circuito di Mosca. I giurati,
andato via nella corte per la notte, prima di giacere in giù per dormire pelle
in conversazione su impressioni forti. Loro furono condotti a questo
discussione richiamando un testimone che, dal suo proprio conto, aveva cominciato
balbettare ed era andato dovendo grigio ad un momento terribile. I giurati
deciso quello prima di andare dormire, ogni uno di loro dovrebbe frugare
fra le sue ricordi e dice qualche cosa che era accaduto a lui.
La vita di uomo è breve, ma non c'è ancora nessun uomo che non può sbozzare una statua quello
ci sono stati momenti terribili nel suo passato.
Un giurato raccontò la storia di come lui quasi fu affogato; un altro
descritto come, in un luogo dove c'erano dottori né
chimici, lui aveva una notte avvelenato il suo proprio figlio attraverso dandolo
zinchi vetriolo da errore per soda carbonato. Il bambino non morì, ma il
quasi generi andò fuori della sua mente. Un terzo, un uomo non vecchio ma in