Capitolo 50
"Chiaramente, se mio marito non a casa Lei non può stare qui", lei
detto sarcasticamente. "Io posso immaginare come misero sarebbe Lei se
Lei sia innamorato di me! Aspetti un po': un giorno io mi getterò
sul Suo collo. . . . Io vedrò con che orrore che Lei fuggirà
da me. Quello sarebbe interessante."
Le sue parole e la sua faccia pallida erano adirate, ma i suoi occhi erano pieni di
amore appassionato e tenero. Io già reputai questa bella creatura
come la mia proprietà, e poi per la prima volta io notai che lei aveva
sopracciglia dorati, sopracciglia squisiti. Io non avevo visto mai tali sopracciglia
prima. Il pensiero che è probabile che io la pigi subito al mio cuore,
la carezzi, tocchi i suoi capelli meravigliosi, sembrò a me tale miracolo
che io risi e chiusi i miei occhi.
"Ora è letto-tempo. . . . Una notte pacata", lei disse.
"Io non voglio una notte pacata", dissi io, mentre ridendo, seguendola
nella disegno-stanza. "Io bestemmierò questa notte se è un pacato
uno."
Pigiando la sua mano, e scortandola alla porta, io vidi dalla sua faccia
che lei mi capì, ed era contento che io la capii, anche.
Io andai alla mia stanza. Vicino i libri sulla tavola posarono Dmitri Petrovitch
berretto, e quello mi ricordò a della sua affezione per me. Io presi il mio bastone
ed andò fuori nel giardino. Anche, la nebbia era sorta qui ed il
stesso alto, restringa, forme spettrali sulle quali io avevo visto più primo il
fiume stava strascinando tondo gli alberi e cespugli ed avvolgendo circa
loro. Che peccato io non potevo parlarloro!
Nell'aria straordinariamente trasparente, ogni foglia, ogni goccia di rugiada
stato di rilievo distintamente; era del tutto sorridendo a me nella calma
mezzo addormentato, e come io passai i posti verdi io ricordai le parole
in del dramma di Shakespeare: "Come piacevole le cadute il chiaro di luna su
yon fanno sedere!"
C'era un tumulo nel giardino; Io lo salii e mi sedetti. Io ero
tormentato da un sentimento delizioso. Io seppi per certo che in un
momento che io dovrei tenere nelle mie braccio, dovrebbe pigiare al mio cuore lei