Capitolo 10
esso.
"Come glorioso, Dio di O!" sighed Ananyev; "così spaziale e la bellezza che
uno non può lacerare via sé! E che arginamento! Non è un
arginamento, il mio caro individuo, ma un Mont Blanc regolare. Sta costando
millions. . . ."
Andando nelle estasi sulle luci e l'arginamento che erano
millions che costa, inebriato dal vino ed il suo umore sentimentale,
l'ingegnere sbattè Von Schtenberg sulla spalla ed andò su in
un tono giocoso:
"Bene, Mihail Mihailitch, perduto in fantasticherie? Senza dubbio è piacevole
guardare al lavoro delle proprie mani di uno, eh? L'anno scorso questo molto
macchia era steppa nuda, non una vista della vita umana ed ora l'occhiata: vita
. . . civilisation. . . E come splendido è tutto, su anima mia!
Lei ed io stiamo costruendo un binario, e dopo che noi siamo andati, in un altro
secolo o due, i buoni uomini costruiranno una fabbrica, una scuola, un ospedale,
e cose cominceranno a muoversi! Eh!"
Lo studente stato in piedi immobile con le sue mani ficca in tasche,
e non prese i suoi occhi via le luci. Lui non stava ascoltando
l'ingegnere, ma stava pensando, ed apparentemente era nell'umore in
quale non vuole parlare o ascoltare. Dopo un prolungato
faccia tacere lui si rivolse a me e disse quietamente:
"Sa quello come il quale sono quelle luci senza fine? Loro mi fanno pensare
di qualche cosa lungo morto, quello visse anni fa migliaia di, qualche cosa
come i campi degli Amalekites o i Filistei. È come se
delle persone del Vecchio Testamento avevano impeciato il loro campo ed erano state
aspettando mattina per lottare con Saul o David. Tutti che stanno volendo
completare l'illusione è lo squillo di trombe e sentinelle
chiamando all'un l'altro in della lingua etiopica."
E, come se di disegno, il vento starnazzò sulla linea e
portato un suoni come il rumore metallico di arma. Un silenzio seguì. IO
non sappia quello che l'ingegnere e lo studente stava pensando di, ma
già sembrò a me che io davvero vidi di fronte a me qualche cosa
lungo morto e pari sentì la sentinella che parla in una lingua ignota.