Anton Pavlovich Chekhov

Con amore

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 33

e nel buio di pece una prospettiva d'accorda non era. Prima di fare
sulla mia mente per camminare, io passai un tempo lungo deliberando e gridando
per un taxi;  poi, shrugging le mie spalle, io camminai pigramente indietro
il copse, senza oggetto definito nella mia mente. Era orrendamente
scuro nel copse. Qui e là tra gli alberi le finestre di
le ville di estate arsero un ottuso rosso. Un corvo imperiale, disturbato dai miei passi
ed i fiammiferi con cui io illuminato il mio modo alla passare l'estate-casa,
volato da albero ad albero e frusciò fra le foglie. Io mi sentii irritato
e vergognoso, ed il corvo imperiale sembrò capire questo, e gracchiò
'krrra!' Io si irritò che io dovevo camminare, e vergognoso che io avevo
stette su a Kisotchka, mentre chiacchierando come un ragazzo.

"Io feci il mio modo alla passare l'estate-casa, feltro per il posto e si sedette.
Lontano sotto me, dietro ad un velo dell'oscurità spessa il mare tenne su un
ringhio adirato e basso. Io ricordo che, come se io ero cieco, io potevo
veda né cielo né mare, né anche la passare l'estate-casa dove io ero
sedendo. E sembrò a me come se il mondo intero consistè
solamente dei pensieri che stavano deviando attraverso la mia testa, confuso da
il vino, e di un potere non visto che mormora monotonamente in qualche luogo
sotto. E dopo, come io affondai in un sonnellino, cominciò a sembrare quello
non era il mare mormorare, ma i miei pensieri, e che l'intero
mondo consistè di nulla ma me. E concentrando il mondo intero
in me in così, io pensai nessuno più a taxi, della città e
di Kisotchka, e si abbandonò alla sensazione io ero così affettuoso
di:  ovvero, la sensazione di isolamento terribile quando Lei il tatto che
nell'universo intero, scuro ed amorfo, Lei esiste da solo. È un
sensazione orgogliosa, demoniaca, solamente possibile a russi cui i pensieri
e sensazioni sono grandi, illimitate, ed oscure come i loro piani,
le loro foreste, e la loro neve. Se io fossi stata un'artista io devo
certamente ha dipinto l'espressione della faccia di un russo quando lui
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