Capitolo 39
Io fui agitato da un oppressivo e sgradevole tema quel Kisotchka
girerebbe di nuovo, e che io non dovrei riuscire a dire a lei quello che
doveva essere detto. Mai ad alcun altro momento di entrata la mia vita ha pensieri
di un ordine più alto stato intessuto così da vicino con l'animale più vile
scriva prose come in quella notte. . . . Era orribile!
"Non lontano dal cimitero noi trovammo un taxi. Quando noi arrivammo l'Alti
Strada, dove la madre di Kisotchka visse, noi congedammo il taxi e
camminato lungo la pavimentazione. Kisotchka era silenzioso tutto il tempo, mentre
Guardai a lei, ed io andai su tutte le furie a me, 'Perché non comincia? Ora
il tempo!' Approssimativamente venti ritmi dall'albergo dove io stavo stando,
Kisotchka fermò dal lampione e scoppia in ferite lacere.
"'Nikolay Anastasyitch!' lei disse, piangendo e ridendo e guardando
a me con brillanti occhi bagnati, 'io non dimenticherò mai la Sua comprensione
. . . . Come buono è Lei! Tutti di voi sono così splendidi--tutti di voi!
Onesto, grande-hearted, genere, intelligente. . . . Ah, come buono è quello!'
"Lei vide in me un uomo estremamente istruito, avanzato in ogni senso di
la parola, e su lei faccia ridente e lacerare-macchiata, insieme col
l'emozione ed entusiasmo svegliati dalla mia personalità, c'era chiaramente
rammarico scritto che lei così raramente la sega tali persone, e quel Dio aveva
non il vouchsafed lei la beatitudine di essere la moglie di uno di loro. Lei
mormorato, 'Ah, come splendido è!' La contentezza infantile su lei
affronti, le ferite lacere, il sorriso gentile, i capelli molli che erano scappati
da sotto il fazzoletto da testa, ed il fazzoletto da testa stesso gettato spensieratamente
sulla sua testa, nella luce della lampada stradale mi ricordò a del
vecchio Kisotchka che uno aveva voluto remare come un faccia i gattini.
"Io non potevo frenarmi, e cominciò a lisciare i suoi capelli, lei
spalle, e le sue mani.
"'Kisotchka, cosa vuole?' Io mormorai. 'Io andrò alle fini