Capitolo 61
un momento c'era un barlume di rabbia oscura in loro.
"'Weelright,' " lui lesse su un cartello. "Ignorante, analfabeta
persone, diavolo li prende!"
Io lo condussi casa dal cimitero.
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Solamente uno che anno passa dal quella notte, e Vassilyev non ha proprio
aveva tempo per portare fuori gli stivali nei quali lui camminò con passo pesante attraverso il fango
dietro alla bara di sua moglie.
Alla durata presente come io finisco questa storia, lui sta sedendo in mio
disegno-stanza e, giocando sul pianoforte, sta mostrando le signore come
signorine provinciali cantano canzoni sentimentali. Le signore stanno ridendo,
e lui anche sta ridendo. Lui sta godendosi.
Io lo chiamo nel mio studio. Non accomodato evidentemente al mio prendendolo
da società d'accorda, lui viene a me e sta in piedi di fronte a me nel
atteggiamento di un uomo che non ha nessuna durata per risparmiare. Io gli do questa storia,
e chiede a lui di leggerlo. Accondiscendendo sulla mia professione di scrittore sempre,
lui soffoca un sospiro, il sospiro di un lettore pigro siede in giù in un
poltrona e comincia su lui.
"L'appenda tutti, che orrori" che lui mormora con un sorriso.
Ma l'ulteriore lui ottiene nella lettura, il più grave la sua faccia
diviene. Sotto lo stress di ricordi dolorose, lui finalmente gira,
terribilmente impallidisca, lui si sveglia e continua a leggere come lui sta in piedi. Quando
lui ha finito lui comincia a camminare da angolo per circondare.
"Come finisce?" Io chiedo a lui.
"Come finisce? H'm. . . ."
Lui guarda alla stanza, a me, a lui. . . . Lui vede suo nuovo
abito alla moda, sente le signore che ridono e. . . affondando su un
presieda, comincia a ridere come lui rise in quella notte.
"Non era io raddrizzo quando io glielo dissi ogni assurdo era? Il mio Dio! Io ho
aveva carichi per sopportare quell'avrebbe rotto un elefante ritorna; il
diavolo sa quello del quale io ho sofferto--nessuno avrebbe potuto soffrire di più,