Capitolo 13
su groppa, col suo cappello nella sua mano e la sua testa rotta via. Il
facchino di albergo gli diede le informazioni necessarie; Von Diderits visse
in una casa di suo proprio nella Vecchia Strada di Gontcharny--non era lontano
dall'albergo: lui era ricco e visse nel buon stile, ed aveva il suo
propri cavalli; ogni una nella città lo seppe. Il facchino pronunciò
il nome "Dridirits."
Gurov andò senza l'alacrità alla Vecchia Strada di Gontcharny e fondò il
casa. Solo opposto la casa stirò un recinto grigio e lungo adornato
con unghie.
"Uno fuggirebbe da un recinto come quello", Gurov pensato, guardando
dal recinto alle finestre della casa ed indietro di nuovo.
Lui considerò: a-giorno era una festa, ed il marito probabilmente può
sia a casa. Ed in alcun caso sarebbe indiscreto per andare nel
casa e la sconvolse. Se lui fosse spedirle una nota è probabile che precipiti
nelle mani di suo marito, e poi rovinerebbe tutto. Il
la migliore cosa era avere fiducia accadere. E lui continuò a camminare su ed in giù
la strada dal recinto, aspettando l'opportunità. Lui vide un mendicante
vada in al cancello e cani volino a lui; poi un ora più tardi lui sentì
un pianoforte, ed i suoni erano deboli ed indistinti. Probabilmente era
Anna Sergeyevna giocando. La porta anteriore aprì improvvisamente, ed un vecchio
donna uscì, seguito dal Pomeranian bianco e familiare. Gurov
era sul punto di chiamare al cane, ma il suo cuore cominciò a colpire
violentemente, e nel suo eccitamento lui non poteva ricordare il cane
nome.
Lui camminò su ed in giù, ed aborrì il recinto grigio sempre più,
e da ora lui pensò irritabilmente quel Anna Sergeyevna aveva dimenticato
lui, e forse stava divertendosi già con dell'uno altro,
e che quell'era molto naturale in un giovane a che non aveva niente
guardi a da mattina fino a notte ma quello confuse recinto. Lui andò
indietro alla sua camera di albergo e sedette per un tempo lungo sul sofà, non
sapendo cosa per fare, poi lui aveva cena ed un pisolino lungo.