Capitolo 28
uno degli edifici; lui colpì una nota, e poi subito controllò
le vibrazioni, così che suoni corti, improvvisi, discordi erano
prodotto, piuttosto come "Dair. . . dair. . . dair. . . ." Poi là
era mezzo un minuto di calma, e da un altro edificio là
venuto a suoni note di basso ugualmente improvvise e sgradevoli, più basse: "Drin
. . . drin. . . drin. . ." Undici volte. Evidentemente era il
sorvegliante che colpisce l'ora. Vicino il terzo edificio che lui ha sentito: "Zhuk
. . . zhuk. . . zhuk. . . ." E così vicino tutti gli edifici, e
poi dietro agli alloggi ed oltre i cancelli. E nella calma
della notte sembrò come se questi suoni furono emessi da un
mostro con occhi di cremisi--il diavolo lui che controllato il
proprietari e le lavoro-persone simile, e stava ingannando ambo.
Korolyov andò fuori del recinto nel paese aperto.
"Chi va là?" del chiamò a lui ai cancelli in un improvviso
voce.
"È solo come essere in prigione", lui pensò, e non fece risposta.
Qui gli usignoli e le rane potrebbero essere sentite più distintamente,
ed uno potrebbe sentire era una notte in maggio. Dalla stazione venne il
rumore di un treno; in qualche luogo nella distanza galli assonnati erano
crowing; ma, tutto lo stesso, la notte ancora era, il mondo era
dormendo tranquillamente. In un campo non lontano dalla fabbrica là poteva
sia visto la struttura di una casa e mucchi di costruire materiale:
Korolyov si sedette sugli assi e continuò a pensare.
"L'unica persona che si sente felice ecco la governante, ed il
mani di fabbrica stanno funzionando per la sua gratificazione. Ma quello è solamente
apparente: lei è solamente la polena. La vera persona per che
tutto è fatto, è il diavolo."
E lui pensò al diavolo, in chi lui non credè, e lui
guardato rotondo alle due finestre dove i fuochi stavano luccicando. Esso
sembrato a lui che fuori di quelli tinge di rosso occhi che il diavolo lui era
guardando a lui--quella forza ignota che aveva creato il reciproco
relazione del forte ed il debole, quel errore grave comune quale