Capitolo 29
non potrebbe correggere mai. I forti devono impedire il deboli dal vivere
--tale era la legge di Natura; ma solamente in un articolo di giornale o
in un libro di scuola era quell'intelligibile e facilmente accettato. Nel
zibaldone che era la vita di ogni giorno, nel groviglio delle frivolezze
fuori di che furono tessute relazioni umane, non era più una legge,
ma un'assurdità logica, quando il forte ed i deboli erano ambo
ugualmente vittime delle loro relazioni reciproche, sottoponendo controvoglia
ad alcuni dirigendo forza, ignoto che sta in piedi fuori della vita, separatamente da
uomo.
Quindi pensiero Korolyov, sedendo sugli assi e poco a poco
lui fu posseduto da un sentimento che questa forza ignota e misteriosa
era veramente vicino da e guardando a lui. Nel frattempo l'est era
crescendo più pallido, tempo passò rapidamente; quando non c'era un'anima
dovunque vicino, come se tutto era morto, i cinque edifici
ed i loro camini contro lo sfondo grigio dell'alba avuto un
occhiata particolare--non lo stesso come da giorno; uno dimenticò complesso che
in là motori di vapore erano, l'elettricità, telefoni e tenuto
pensando a lago-abitazioni, della Pietra Età che sente la presenza
di una forza greggia, inconscia. . . .
E di nuovo là venne al suono: "Dair. . . dair. . . dair. . .
dair. . ." dodici volte. C'era poi calma, calma per
mezzo un minuto, ed all'altra fine del recinto là accerchiò fuori.
"Drin. . . drin. . . drin. . . ."
"Orrendamente sgradevole", pensiero Korolyov.
"Zhuk. . . zhuk. . ." là echeggiò da un terzo luogo, improvvisamente,
bruscamente, come se con seccatura--"Zhuk. . . zhuk. . . ."
E ci vollero quattro minuti per colpire dodici. C'era poi un silenzio;
e di nuovo sembrò come se tutto era morto.
Korolyov sedette un poco più lungo, poi andò alla casa, ma sedette su
per un buon tempo più da molto. Nelle stanze adiacenti là stava bisbigliando,
c'era un suono di muoversi a fatica pantofole e piedi nudi.
"Sta avendo un altro attacco?" pensiero Korolyov.
Lui andò fuori ad avere un'occhiata al paziente. Da ora lui era piuttosto la luce