Anton Pavlovich Chekhov

La Signora col Cane e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 56

per emicrania. Ogni estate Ekaterina Ivanovna venne a stare con lei
genitori, ma lui non la vide una volta;  non accadde in qualche modo mai.

Ma ora quattro anni erano passati. Uno ancora, la calda mattina che una lettera era
portato all'ospedale. Vera Iosifovna scrisse a Dmitri Ionitch
che le stava mancando moltissimo lui, e gli implorò venire e vedere
loro, ed alleviare le sue sofferenze;  e, a proposito, era lei
compleanno. Sotto era un poscritto:  "Io mi unisco alla richiesta di madre.--
K."

Startsev considerò, e di sera lui andò al Turkins.

"Come fa, se Lei accomoda?" Ivan Petrovitch lo soddisfece, mentre sorridendo
coi suoi occhi solamente. "Bongjour."

Vera Iosifovna, bianco-peloso e sembrando molto più vecchio, scosse Startsev
dia, sighed affettatamente, e detto:

"Lei non desidera darmi retta, dottore. Lei non viene mai e
ci veda;  Io sono troppo vecchio per Lei. Ma ora dell'uno giovane è venuto;
forse lei sarà più fortunata."

E Fa i gattini? Lei era cresciuta diluente, più pallido era cresciuto handsomer e
più aggraziato;  ma ora lei era Ekaterina Ivanovna, non Faccia i gattini;  lei
aveva perso la freschezza ed occhiata di naivete infantile. Ed in lei
espressione e manners c'era qualche cosa nuovo--colpevole e
diffidente, come se lei non si sentì a casa qui nel
La casa di Turkins.

"Quanti passa l'estate, quanti inverni!" lei disse, mentre dando a Startsev la
dia, e lui potrebbe vedere che il suo cuore stava colpendo con eccitamento;
e guardando intensamente a lui e curiosamente, lei seguì:  "Quanto
stouter che Lei è! Lei sembra arso dal sole e più virile, ma sull'intero
Lei è cambiato molto poco."

Lui ora la pensò anche, attraente, molto attraente, ma c'era
qualche cosa mancando in lei, altrimenti qualche cosa superfluo--lui poteva
non lui ha detto precisamente quello che era, ma qualche cosa prevenne
lui dal sentire come prima. Non gli piacque il suo pallore, lei nuovo
espressione, il suo sorriso debole, la sua voce e presto dopo lui
anche, provò antipatia i suoi vestiti la sedia bassa nella quale lei era seduta;
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