Anton Pavlovich Chekhov

La Signora col Cane e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 64


"Sì, Lei si è dilettato, ed io sono disgustato. Quale di noi è corretto,
Non posso dire io, ma io mi avventuro pensare come suo padre, io so mio proprio
figlio migliore che Lei fa.  Guardi come lui sta sedendo! È che il modo
allevato decentemente bambini sieda? Propriamente sieda."

Fedya inclina il suo mento su, solleva con una gru il suo collo, e voglie che lui è
tenendosi meglio. Ferite lacere entrate nei suoi occhi.

"Mangi la Sua cena! Propriamente tenga il Suo cucchiaio! Lei aspetta. Io mostrerò
Lei, Lei ragazzo orrido! Non osi frignare! Sembri diritto a me!"

Fedya tenta di sembrare diritto a lui, ma la sua faccia sta vibrando e
i suoi occhi riempono con ferite lacere.

"Un-ah! . . . piange? È birichino e poi Lei piange? Vada e stia in piedi
nell'angolo, Lei la bestia!"

"Ma. . . gli permetta di avere la sua cena prima", sua moglie interviene.

"Nessuna cena per lui! Tale bla. . . tali canaglie non meritano
cena!"

Fedya, fremendo e vibrando del tutto finito gli strisciamenti in giù dalla sua sedia
e va nell'angolo.

"Lei non otterrà via con quello!" suo genitore persiste. "Se nessuno altro
desidera guardare dopo il Suo avere portato su, così sia esso;  Io devo cominciare. . . .
Io non Le permetterò di essere birichino e piangerò a cena, il mio giovanotto! Idiota! Lei
deve fare il Suo dovere! Capisce? Faccia il Suo dovere! Suo padre
lavori e Lei devono lavorare, anche! Nessuno deve mangiare il pane dell'ozio!
Lei deve essere un uomo! Una metro-uomo!"

"Per la causa di Dio, vada via via", dice sua moglie in francese. "Non infastidisca
a noi di fronte ad outsider, almeno. . . . La vecchia donna è tutti gli orecchi;
ed ora, grazie a lei, tutta la città sentirà di lui."

"Io non ho paura di outsider", risponde a Zhilin in russi. "Anfissa
Ivanovna vede che io sto parlando la verità. Perché, Lei pensa io
dovrebbe essere lieto col ragazzo? Sa quello che lui mi costa? Faccia
sa, Lei ragazzo sporco, quello che Lei mi costò? O Lei immagina quello
Conio soldi, che io lo trovo per nulla? Non ululi! Tenga Suo
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