Capitolo 68
allegro e gli diede un'aria vivace, era l'arrivo continuo e
andando in lui, da inizio di mattina fino a sera; persone con carriole,
pale, ed innaffiamento-lattine sciamarono tondo gli alberi e cespugli, in
i viali ed i fiore-letti, come formiche. . . .
Kovrin arrivò a Pesotsky è di sera alle dieci. Lui fondò
Tanya e suo padre, Yegor Semyonitch, in grande ansia. Il chiaro
cielo stellato ed il termometro indovinarono un gelo verso mattina,
e nel frattempo Ivan Karlovitch, il giardiniere era andato alla città,
e loro avevano nessuno per contare su. A cena loro parlarono di nulla
ma la mattina copre di gelo, e si stabilì che Tanya non dovrebbe andare
a letto, e tra dodici ed uno dovrebbe attraversare il giardino,
e vede che tutto propriamente era fatto, e Yegor Semyonitch
dovrebbe svegliarsi alle tre o anche più primo.
Kovrin sedette con Tanya tutta la sera, e dopo mezzanotte andò fuori
con lei nel giardino. Aveva freddo. C'era un odorato forte di
già bruciando nel giardino. Nel grande frutteto che fu chiamato
il giardino commerciale, e quale portò Yegor Semyonitch molto
mille profitto chiaro, un spesso, annerisca, fumo acre stava camminando a carponi
sulla terra e, arricciando circa gli alberi, stava salvando quelli
migliaia dal gelo. Qui gli alberi furono sistemati come su un
scacchiera, in file diritte e regolari come file di soldati,
e questa regolarità saccente e severa, ed il fatto che tutti gli alberi
era della stessa taglia, ed aveva cime e tronchi tutti esattamente simile,
li fatti sembrare monotono ed anche cupo. Kovrin e Tanya camminarono
lungo le file dove spara di sterco, paglia, e tutti i generi di scarto
stava bruciando, ed a volte loro furono soddisfatti da garzoni
chi vagò nel fumo come ombre. Gli unici alberi in fiore
era le ciliegie, susine, ed i certi generi di mele, ma l'intero
giardino fu immerso in fumo, ed era solamente vicino le stanze dei bambini
quel Kovrin potrebbe respirare liberamente.
"Anche come un bambino io starnutivo dal fumo qui", lui disse,