Capitolo 80
fuori, i suoi occhi, largo ed apre, scuro ed intelligente, aveva un'intenzione
guardi fisso, come se cercando qualche cosa. Lei camminò piaccia suo padre
con passo un poco affrettato. Lei discorse una grande quantità ed era affettuosa
di disputare, accompagnando ogni frase, comunque insignificante, con
mimica espressiva e gesticolazione. Senza dubbio lei era nervosa in
l'estremo.
Kovrin continuò a leggere gli articoli, ma lui non capì niente di
loro, e flung loro a parte. Lo stesso eccitamento piacevole con cui
lui aveva di sera più primo ballato il mazurka ed ascoltò a
la musica ora stava dominandolo di nuovo e stava scovando una moltitudine di
pensieri. Lui si svegliò e cominciò a camminare sulla stanza, mentre pensando circa
il monaco nero. Accadde a lui che se questo strano, soprannaturale
monaco era apparso solamente a lui, quello volle dire che lui era malato ed avuto
giunto al punto di avere le allucinazioni. Questa riflessione spaventò
lui, ma non per da molto.
"Ma io ho ragione del tutto, ed io non sto facendo danno ad alcuno uno; quindi là
non è danno nelle mie allucinazioni", lui pensò; e lui si sentì felice
di nuovo.
Lui si sedette sul sofà ed agganciò le sue mani arrotondano la sua testa.
Frenando la gioia inesplicabile che riempì il suo essere intero, lui
poi camminò su ed in giù di nuovo, e si sedette al suo lavoro. Ma il
pensato che lui lesse nel libro non lo soddisfi. Lui volle
qualche cosa gigantesco, insondabile, stupefacente. Verso mattina lui
spogliato e di malavoglia andò a letto: lui dovrebbe dormire.
Quando lui sentì i passi di Yegor Semyonitch che va fuori nel
faccia del giardinaggio, Kovrin accerchiò la campana e chiese al lacchè di portarlo
del vino. Lui bevve molti occhiali di Lafitte, poi si avvolse
su, testa e tutti; la sua coscienza si fu annuvolata e lui si addormentò.
IV
Yegor Semyonitch e Tanya spesso quarrelled e cose sporche e dette
all'un l'altro.
Loro quarrelled circa qualche cosa quella mattina. Tanya scoppia fuori piangendo