Capitolo 83
la vita insopportabile in quella casa, Kovrin supplichevole per mettersi
nel suo luogo; poi lei cominciò, poco a poco, sorridendo, e sighing
quel Dio le aveva dato tale cattivo temperamento. Finalmente, ridendo ad alta voce,
lei si chiamò un sciocco, e perse la stanza.
Quando un piccolo più tardi Kovrin andò nel giardino, Yegor Semyonitch
e Tanya stava camminando lato da lato lungo un viale come se nulla
era accaduto, ed ambo stavano mangiando segale impanata con sale su lui, come
ambo avevano fame.
V
Gladiolo che lui aveva avuto successo nella parte di conciliatore,
Kovrin andò nel parco. Sedendo su un posto orto, pensando, lui
sentito il sonaglio di una carrozza ed una risata femminile--i visitatori
stava arrivando. Quando le ombre di sera cominciarono a precipitare sul
faccia del giardinaggio, i suoni del violino e cantando voci lo contattato
indistintamente, e quello lo ricordò a del monaco nero. Dove, in
che terra o in che pianeta, era che assurdità ottica che ora si muove?
Proprio non l'aveva richiamato la leggenda e dipinse nella sua immaginazione
l'apparizione scura che lui aveva visto nella segale-campo, quando, da parte posteriore
un pino-albero esattamente opposto, là uscì silenziosamente, senza
gli slightest frusciano, un uomo di altezza di mezzo con scoperto grigio
capeggi, tutto in nero, e barefooted come un mendicante, ed il suo nero
sopracciglia stettero in piedi evidentemente fuori su suo pallido, morte-come faccia.
Accennando col capo graziosamente la sua testa, questo mendicante o pellegrino vennero silenziosamente
al posto e si sedette, e Kovrin lo riconobbe come il nero
monaco.
Per un minuto loro guardarono all'un l'altro, Kovrin con stupore e
il monaco con amichevolezza, e, nel momento in cui prima, una piccola astuzia,
come se lui stava pensando qualche cosa a lui.
"Ma Lei è un miraggio", disse Kovrin. "Perché è Lei qui e sedendo
ancora? Quello non va bene in con la leggenda."
"Quello non si importa", il monaco rispose in una voce bassa, non
immediatamente girando la sua faccia verso lui. "La leggenda, il miraggio,