Capitolo 75
della stanza.
In risposta al mio saluto, la vecchia signora sorrise, e disse:
_"Je suis charmee de vous revoir, monsieur."_
"Cosa sta facendo?" Io chiesi, un piccolo più tardi.
"È una camicia. Quando è finito io lo porterò al prete
essere messo via, Yegor Semyonitch lo porterebbe via altrimenti. Io immagazzino
tutto al prete ora", lei aggiunse in un bisbiglio.
E guardando al ritratto di sua figlia che stette in piedi di fronte a lei
sulla tavola, lei il sighed e detto:
"Noi siamo nel mondo del tutto da solo."
E dove era la figlia? Dove era Manetchka? Io non chiesi. IO
non osi chiedere alla vecchia madre vestita in lei il lutto profondo e nuovo.
E mentre io ero nella stanza, e quando io trovai su andare, niente Manetchka
uscito per salutarmi. Io non sentii suo esprima, né lei molle, timido
passo. . . .
Io capii, ed il mio cuore era pesante.
IL COMPAGNO
"Io ho chiesto a Lei di non ordinare la mia tavola", Nikolay Yevgrafitch detto.
"Non c'è scoperta qualsiasi cosa quando Lei ha ordinato su. Dove è il
telegramma? Dove l'ha gettato? Sia così buono come cercarlo.
È di Kazan, stato insieme ieri."
La domestica--una ragazza pallida, molto magra con un'espressione indifferente
--trovi molti telegrammi nel cesto sottobanco, e diede
loro al dottore senza una parola; ma tutti questi erano telegrammi
da pazienti. Poi loro guardarono nella disegno-stanza, ed in Olga
La stanza di Dmitrievna.
Era passato mezzanotte. Nikolay Yevgrafitch seppe che sua moglie non può
sia molto presto a casa, non fino a cinque almeno. Lui non ebbe fiducia
suo, e quando lei andava via lunga lui non poteva dormire, era preoccupato,
ed alla stessa durata lui disprezzò sua moglie, ed il suo letto, e lei
specchio, e le sue scatole di dolci, ed i giacinti, ed il
gigli della valle che la fu spedita ogni giorno entro dell'uno o
altro, e quale diffuso la fragranza malaticcia del negozio di un fioraio
tutta sulla casa. In tali notti lui divenne piccolo, ill-humoured,
irritabile, e lui ora immaginò che era molto necessario per lui