Capitolo 84
sopracciglia che sovrastano, aggrottò le ciglia, e detto in un cattivo, basso profondo:
"Io non posso sposarmi."
"Perché non?" Katya chiese leggermente.
"Perché per un pittore, ed infatti alcun uomo che vive per arte,
matrimonio non è possibile. Un artista deve essere libero."
"Ma in che modo dovrei impedire La, Yegor Savvitch?"
"Io non sto parlando di me, io sto parlando in generale. . . . Famoso
autori e pittori non si sono sposati mai."
"Anche, e Lei sarà famoso--io capisco perfettamente quello. Ma
si metta nel mio luogo. Io ho paura di mia madre. Lei è austera
ed irritabile. Quando lei sa che Lei non se mi sposerà, e quello
non è tutti nulla. . . lei comincerà a darmelo. Oh, come
disgraziato io sono! E Lei non ha pagato per le Sue stanze, o! . . . ."
"La danni! Io pagherò."
Yegor Savvitch si svegliò e cominciò a camminare avanti ed indietro.
"Io dovrei essere all'estero!" lui disse. E l'artista le disse che nulla
era più facile che andare all'estero. Un bisogno non fa niente ma vernice un ritratto
e lo vende.
"Chiaramente!" Katya assentì. "Perché non L'ha dipinto uno nel
passi l'estate?"
"Suppone che io posso lavorare in un granaio come questo?" disse l'artista
malato-humouredly. "E dove dovrei trovare modelli?"
Del colpì dispettosamente la porta nel piano sotto. Katya che
stava aspettandosi il ritorno di sua madre da minuto per cronometrare, saltò su
e fuggì. L'artista fu lasciato in pace. Per molto tempo lui camminò
avanti ed indietro, infilando il suo modo tra le sedie ed i pali di
oggetti disordinati di tutti i generi. Lui sentì la vedova che sbatte il vasellame
ed abusando rumorosamente i contadini che le avevano chiesto due rubli
ogni carrello. Nel suo disgusto Yegor Savvitch fermò prima l'armadio a muro
e fissò per un tempo lungo, mentre aggrottando le ciglia alla caraffa di vodka.
"Ah, La danneggi!" lui sentì la ringhiera di vedova a Katya. "Dannazione
La prenda!"
L'artista bevve un vetro di vodka, e la nube scura nella sua anima