Capitolo 1
GRISHA, un grasso, piccola persona solenne di sette stava stando in piedi dal
porta di cucina ascoltando e sbirciando attraverso il buco della serratura. Nel
cucina qualche cosa straordinario, e nella sua opinione mai non vista
prima, stava succedendo. Un grande, spesso-fisso, rosso contadino,
con una barba, ed una goccia di traspirazione sul suo naso, portando un
il pieno cappotto di cabman, era seduto alla tavola di cucina su che loro
tagliato la carne ed affettò le cipolle. Lui stava bilanciando un piattino
sulle cinque dita della sua mano corretta e tè che beve fuori di lui,
e schiacciando così rumorosamente zucchero che spedì un brivido in giù Grisha
indietro. Aksinya Stepanovna, la vecchia balia era seduto sullo sporco
sgabello che l'affronta, e lei, anche stava bevendo tè. La sua faccia era
grave, sebbene alla stessa durata radiò con qualche genere di trionfo.
Pelageya, il cuoco era occupato alla stufa, ed apparentemente stava tentando
nascondere la sua faccia. E sulla sua faccia Grisha vide un'illuminazione regolare:
stava bruciando e stava spostando attraverso ogni ombra di colour, cominciando
con un cremisi imporpori e finendo con un bianco mortale. Lei era
continuamente presa contagiosa di coltelli, forchette, pezzi di legno e stracci
con mani tremanti, muovendosi, borbottando a lei, facendo un acciottolio,
ma in realtà che non fa niente. Lei non gettò uno sguardo una volta alla tavola
a che loro stavano bevendo tè, ed alle domande messe a lei
dalla balia lei diede risposte a scatti, arcigne senza girarla
faccia.
"L'aiuti, Danilo Semyonitch" la balia l'esortò ospitalmente.
"Perché tiene su con tè e nulla ma tè? Lei dovrebbe avere
una goccia di vodka!"
E balia mise di fronte al visitatore una bottiglia di vodka ed un vino-vetro,
mentre la sua faccia portò un'espressione molto astuta.
"Io non lo tocco mai. . . . No. . ." disse il cabman, mentre declinando.
"Non mi pigi, Aksinya Stepanovna."
"Che uomo! . . . Un cabman e non la bibita! . . . Un scapolo non può
ottenga su senza bere. Si aiuti!"