Capitolo 13
Quel nemico è il bambino.
Lei ride. Sembra strano a lei che lei non è riuscita ad afferrare
tale semplice cosa prima. La pezza verde, le ombre ed il
grillo sembra ridere ed anche chiedersi.
L'allucinazione prende possesso di Varka. Lei ottiene su da lei
sgabello, e con un sorriso largo sulla sua faccia ed occhi impassibili e larghi,
lei cammina su ed in giù la stanza. Lei si sente lieta e fece il solletico ad a
il pensiero che lei sarà libera direttamente del bambino che lega
la sua mano e piede. . . . Uccida il bambino e poi dorma, sonno,
sonno. . . .
Ridendo e facendo l'occhiolino e scuotendo le sue dita alla pezza verde,
Varka ruba su alla culla e curva sul bambino. Quando lei ha
lo strangolato, lei giace rapidamente in giù sul pavimento, ride con
delizia che lei può dormire, ed in un minuto sta dormendo come suono
come il morto.
BAMBINI
Papà e mamma e lo Zia Nadya non sono a casa. Loro sono andati un
festa che battezza alla casa di quel ufficiale di vecchio su che cavalca un
poco cavallo grigio. Mentre aspettandoli per ritornare a casa, Grisha,
Anya, Alyosha, Sonya, ed il figlio del cuoco, Andrey, sta sedendo a
la tavola nella cenare-stanza, giocando a loto. Dire la verità,
è ora di andare a letto, ma come uno va a dormire senza sentire da
mamma quello che il bambino era come al battesimo, e quello che loro avevano
per cena? La tavola, illuminato da una lampada di tenda, è punteggiato con
numeri, nutshells, scarti di carta ed i piccoli pezzi di vetro. Due
schede giacciono di fronte ad ogni giocatore, ed un mucchio di pezzi di vetro per
coprendo i numeri. Nel medio della tavola un piattino bianco è
con cinque kopecks in lui. Accanto al piattino, una mela mezzo-mangiata, un
paio di forbici, ed un piatto sul quale loro sono stati detti di mettere
il loro nutshells. I bambini stanno giocando per soldi. Il palo è
un kopeck. La regola è: se chiunque inganna, lui subito è risultato.
C'è nessuno nella cenare-stanza ma i giocatori, e balia,
Agafya Ivanovna, è nella cucina, mentre mostrando il cuoco come tagliare un