Capitolo 26
e cupo. Lui ricordò che sua madre stava venendo per lui prossimo
giorno, sorrise, e chiuse i suoi occhi.
Lui fu svegliato un frusciando. Nella prossima custodia qualcuno stava avanzando
circa e parlando in un bisbiglio. Tre figure stavano muovendosi circa
Il letto di Mihailo nella luce fioca della notte-luce e la lampada di ikon.
"Lo prenderemo, letto e tutti, o senza?" chiesto ad uno di loro.
"Senza. Lei non otterrà attraverso la porta col letto."
"Lui è morto alla durata sbagliata, il Regno di Cielo è il suo!"
Uno prese Mihailo dalle sue spalle, un'altra dalle sue gambe ed alzò
lui su: Le braccio di Mihailo e la gonna del suo abbigliamento-vestito appesero
flosciamente alla terra. Un terzo--era il contadino che sembrò
una donna--si attraversò, e tutti i tre che camminano con passo pesante goffamente con
i loro piedi ed avanzando sulle gonne di Mihailo, andò fuori della custodia.
Là venne al fischio e cantarellando su note diverse dal torace
del vecchio uomo che era addormentato. Pashka ascoltò, sbirciò al buio
finestre, e saltò fuori di letto in terrore.
"Ma-un-mka!" lui si lamentò in un basso profondo.
E senza aspettare una risposta, lui rivestì di vimini nella prossima custodia.
Là l'oscurità era fiocamente illuminata su da una notte-luce ed il
ikon splendono; i pazienti, sconvolti dalla morte di Mihailo erano seduti
sulle loro lettiere: le loro figure arruffate, mescolò su col
ombre, guardato più largo, più alto, e sembrava stessero crescendo più grande
e più grande; sulla lettiera di furthest nell'angolo, dove era
più scuro, là sedette il contadino che trasporta la sua testa e la sua mano.
Pashka, senza osservare le porte rivestì di vimini nella custodia di vaiolo,
dal corridoio lui volò in da là nel corridoio, un grande
stanza dove mostri, con capelli lunghi e le facce di vecchie donne,
stava giacendo ed era seduto sui letti. Attraversando le donne
voli lui si trovò di nuovo nel corridoio, sega i balaustri di
la scala che lui già ha conosciuto, e corse giù dalle scale. Là lui riconobbe