Anton Pavlovich Chekhov

Il Cuoco sta Sposando e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 38


Ma prima che lui aveva tempo per pensare a qualsiasi cosa purchessia il suo figlio Seryozha,
un ragazzo di sette, camminato nello studio.

Lui era un bambino il cui sesso sarebbe potuto essere indovinato solamente dal suo
vestito:  debolmente, bianco-affrontò, e fragile. Lui era zoppichi come una caldo-casa
pianti, e tutto circa lui sembrò straordinariamente molle e
nave appoggio:  i suoi movimenti, i suoi capelli ricci, l'occhiata nei suoi occhi il suo
giacca di velluto.

"Buona sera, papà!" lui disse, in una voce molle, arrampicandosi su a
il ginocchio di suo padre e dandogli un bacio rapido sul suo collo. "La faceva
spedisca per me?"

"Mi scusi, Sergey Yevgenitch" rispose all'accusatore, mentre rimuovendo
lui dal suo ginocchio. "Prima di baciare noi dobbiamo avere un discorso, ed un serio
discorso. . . Io sono adirato con Lei, e non L'ama alcuno più. Io dico
Lei, il mio ragazzo io non L'amo, e Lei è nessuno il figlio di mio. . . ."

Seryozha guardò intensamente a suo padre, poi spostò i suoi occhi a
la tavola, e shrugged le sue spalle.

"Cosa ho fatto a Lei?" lui chiese in perplessità, mentre lampeggiando. "IO
non è stato nel Suo studio ogni giorno, ed io non ho toccato qualsiasi cosa."

"Natalya Semyonovna sta lagnandosi appena a me che Lei ha
sta fumando. . . . È vero? Sta fumando?"

"Sì, io fumai una volta. . . . Quello è vero. . . ."

"Ora Lei vede Lei sta giacendo come bene", detto l'accusatore, aggrottando le ciglia
travestire un sorriso. "Natalya Semyonovna L'ha visto fumando due volte.
Quindi Lei vede Lei è stato scoperto in tre misfatti:  fumando, prendendo
qualcuno l'altro tabacco, e giacendo. Tre colpe."

"Oh sì", Seryozha ricordò, ed i suoi occhi sorrisero. "Quello è vero,
quello è vero;  Io fumai due volte:  a-giorno e prima."

"Quindi Lei vede non era una volta, ma due volte. . . . Io sono molto, moltissimo
dispiaciuto a con Lei! Lei era un buon ragazzo, ma ora io La vedo
è guasto e è divenuto un cattivo."

Yevgeny Petrovitch lisciò in giù il colletto di Seryozha e pensiero:
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