Capitolo 46
lui meditò. "Può essere così, ma quello non è conforto. Non è il
modo corretto, tutto lo stesso. . . . Perché non deve mai moralità e la verità
sia offerto nella loro forma greggia, ma solamente con abbellimenti,
addolcito ed indorò come pillole? Non è normale. . . . È
falsificazione. . . falsità. . . trucchi. . . ."
Lui pensò ai giurati a chi era assolutamente necessario a
faccia un "discorso", del pubblico generale da che assorbe solamente storia
leggende e romanzi storici, e di lui e come lui aveva raggruppato
una comprensione della vita non da sermoni e leggi, ma da favole,
romanzi, poemi.
"Medicina dovrebbe essere dolce, la verità bello, ed uomo ha avuto questo
l'abitudine sciocca fin dai giorni di Adamo. . . sebbene, davvero, forse
è del tutto naturale, e dovrebbe essere così. . . . Ci sono molte falsità
ed inganni in natura che serve un scopo."
Lui mise lavorare, ma pensieri pigri, intimi ancora deviarono attraverso
la sua mente per un buon tempo. In alto le scale potrebbero essere più
sentito, ma l'abitante del secondo piano ancora stava camminando
da una fine della stanza ad un altro.
UN STUDENTE CLASSICO
Prima di mettere via per il suo esame in greco, Vanya baciò tutti
le immagini sante. Il suo stomaco sentì come se sia a rovescio;
c'era un freddo al suo cuore, mentre il cuore stesso battè e
ancora stato in piedi con terrore di fronte all'ignoto. Cosa possono lui trova quello
giorno? Un tre o un due? Sei volte che lui è andato a sua madre per lei
benedicendo, e, come lui andò fuori, chiese a sua zia di pregare per lui. Su
il modo a scuola lui diede ad un mendicante due kopecks, nella speranza che
quelli due kopecks farebbero ammenda per la sua ignoranza, e che, per favore
Dio, lui non troverebbe i numerali con quelli forties terribili e
eighties.
Lui ritornò tardi dal liceo, tra il quattro ed il cinque. Lui
entrato, e silenziosamente posò in giù sul suo letto. La sua faccia sottile era
pallido. C'erano anelli scuri rotondi i suoi occhi rossi.
"Bene, come ottenne su? Come stia segnato?" chiesto a sua madre,