Anton Pavlovich Chekhov

Il Cuoco sta Sposando e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 51

col raffreddore, e, con un riso soffocato anziano, prima pizzicando il
domestica, poi il cuoco.

"Come su un pizzicotto di tabacco?" lui stava dicendo, offrendo il suo le donne
tabacco-scatola.

Le donne prenderebbero un'annusata e starnuto. Nonno sarebbe
indescrivibilmente assai contento, vada via in un riso soffocato allegro, ed uggiolare:

"Lo laceri via, è gelato su!"

Loro danno ai cani un'annusata di tabacco anche. Kashtanka starnutisce, contorsioni
la sua testa, e si allontana offeso. Anguilla non starnutisce, da
gentilezza, ma agita la sua coda. Ed il tempo è glorioso. L'aria
ancora è, fresco, e trasparente. La notte è scura, ma uno può
veda il villaggio intero coi suoi tetti bianchi e bobine di fumo venire
dai camini, gli alberi argentarono con gelo di brina, lo snowdrifts.
Il cielo intero guarnì di lustrini con stelle di scintillio gaie, ed il Modo Latteo
è come distinto come se era stato lavato ed era stato strofinato con neve
per una festa. . . .

Sighed di Vanka, bagnò la sua penna, e continuò a scrivere:

"Ed ieri io avevo un fornendo di parrucca. Il padrone mi tirò fuori nel
metta in recinto dai miei capelli, e mi percosse con una stivale-barella perché io
accidentalmente si addormentò mentre io stavo cullando il loro marmocchio nel
culla. Ed una settimana fa la padrona mi disse per pulire un'aringa, e
Io cominciai dalla fine di coda, e lei prese l'aringa e ficca suo
capeggi nella mia faccia. I lavoratori ridono a me e mi spediscono alla taverna
per vodka, e mi dice per rubare i cetrioli del padrone per loro,
ed il padrone mi colpisce con qualsiasi cosa che viene a dare. E là
è nulla da mangiare. Di mattina loro mi dia pane, per cena,
crema di farina e di latte, e di sera, impani di nuovo;  ma come per tè, o zuppa,
il padrone e padrona l'ingoiano tutti su loro. Ed io sono messo
dormire nel passaggio, e quando il loro marmocchio disgraziato piange io ottengo
nessun sonno a tutti, ma deve cullare la culla. Caro nonno,
mostri la misericordia divina, mi porti via da qui, casa al villaggio.
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