Anton Pavlovich Chekhov

I Vescovili e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 90

voluto per spese necessarie. Andando nella cucina lui sentì per
lo scatolo di cerini, e mentre lo zolfo stava bruciando con una luce blu
lui aveva tempo per estendere la figura di Matvey che ancora stava giacendo
sul pavimento vicino la tavola, ma ora fu coperto con un bianco
foglio, e nulla potrebbe essere visto ma i suoi stivali. Un grillo era
cinguettio. Aglaia e Dashutka non erano nella stanza, loro erano
ambo la seduta dietro alla cassa nella tè-stanza, roteando filo in
silenzio. Yakov Ivanitch attraversò alla sua propria stanza con una piccola lampada
nella sua mano, e tirò da sotto il letto una piccola scatola in che
lui tenne i suoi soldi. Questa durata era in lui quattrocento e
venti uno-rublo nota ed argenta all'ammontare di trenta-cinque
rubli;  le note avevano un odorato pesante e sgradevole. Mettendo i soldi
insieme nel suo berretto, Yakov Ivanitch andò fuori nel recinto e poi
fuori del cancello. Lui camminò, mentre guardando da lato per parteggiare, ma là
non era nessun segnale del cameriere.

"Ciao!" Yakov pianto.

Una figura scura uscì dalla barriera alla traversata di binario
e venne irresolutamente verso lui.

"Perché continua a camminare circa?" Yakov detto con irritazione, come lui
riconosciuto il cameriere. "Qui Lei è;  c'è un poco meno che
cinquecento. . . . Io ho nessuno più nella casa."

"Molto bene;  . . . molto grato a Lei", Sergey Nikanoritch mormorato,
prendendo avidamente i soldi e riempendolo nelle sue tasche. Lui era
tremando del tutto finito, e quell'era percettibile nonostante l'oscurità.
"Non lo preoccupi, Yakov Ivanitch. . . . Cosa dovrei chiacchierare
per:  Io venni ed andai via, quello è tutto io ho dovuto fare con lui. Come
il detto è, io non so niente ed io non posso dire niente. . ." Ed a
una volta lui aggiunse con un sospiro "Bestemmiò la vita!"

Per un minuto loro stettero in piedi in silenzio, senza guardare all'un l'altro.

"Quindi tutto venne da una bazzecola, la bontà sa come. . ." detto il
cameriere, tremando. "Io ero seduto, contando a me quando tutti a
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