Capitolo 34
"Il guaio ha con questi ragazzi, mio caro!" Marya detto
Konstantinovna, crescendo più calmo. "Prima che Lei può diventare rotondo, lui la volontà
rompa il suo collo. Ah, mio caro, come dolce è, ed ancora allo stesso
tempo come difficile, essere una madre! Uno ha paura di tutto."
Nadyezhda Fyodorovna porsi il suo cappello di paglia e gettò fuori nel
mare aperto. Lei nuotò dei trenta piedi e poi accese la sua schiena.
Lei potrebbe vedere il mare all'orizzonte, i piroscafi le persone su
la mare-fronte, la città; e tutti questo, insieme con l'afoso
calore ed i molli, onde trasparenti l'eccitarono e bisbigliarono
che lei deve vivere, viva. . . . Una navigazione-barca scagliata rapidamente da lei
e vigorosamente, fendendo le onde e l'aria; la seduta di uomo a
il timone guardò a lei, e le piacque essere guardò a. . . .
Dopo avere bagnato, le signore vestirono, ed andarono via insieme.
"Io ho febbre ogni giorno alternato, ed ancora io non divento sottile", detto
Nadyezhda Fyodorovna, leccando i suoi labbra dai quali erano sale il
bagni, e rispondendo con un sorriso agli archi delle sue conoscenze.
"Io sono stato grassoccio sempre, ed ora io credo che io sono più grassoccio che mai."
"Che, mio caro, è costituzionale. Se, come me, uno ha nessuno
tendenza costituzionale a forza, nessuna dieta è di alcun uso. . . .
Ma Lei ha bagnato il Suo cappello, mio caro."
"Non si importa; asciugerà."
Nadyezhda Fyodorovna vide di nuovo gli uomini in bianco che stava camminando
sulla mare-fronte ed il francese parlante; e di nuovo lei sentì un improvviso
entusiasmi della gioia, ed aveva una memoria vaga di alcuna grande sala in che lei
aveva ballato una volta, o di che, lei aveva una volta forse, dreamed. E
qualche cosa al fondo della sua anima bisbigliato fiocamente ed oscuramente
a lei che lei era un bello, comune, misero, indegno
donna. . . .
Marya Konstantinovna fermò al suo cancello e chiese a lei di entrare
e si siede per un piccolo tempo.
"Entri, mio caro", lei disse in una voce implorante, ed allo stesso