Anton Pavlovich Chekhov

Il Duello e le Altre Storie

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 72

Laevsky anche si sedette.

"Venerdì. . . Venerdì. . ." lui continuò a pensare, come lui sorrise e prese
una matita fuori della sua tasca. "Venerdì. . . ."

Lui volle pensare sulla sua posizione, ed aveva paura pensare. Esso
era terribile a lui per comprendere che il dottore l'aveva scoperto in
la falsità che lui aveva così lungo e celò attentamente da
lui. Ogni volta che lui ha pensato al suo futuro lui non farebbe il suo
pensieri hanno la piena redine. Lui otterrebbe nel treno e metterebbe via,
e con ciò il problema di vita sua sarebbe risolto, e lui non faceva
lasci che i suoi pensieri vadano più lontano. Come un lontano-via luce fioca nei campi,
il pensiero scintillò nella sua mente qualche volta che nell'uno del
lato-strade di Petersburg, nel futuro remoto lui avrebbe
abbia ricorso ad una piccola bugia per liberarsi di Nadyezhda
Fyodorovna e paga i suoi debiti;  lui direbbe solamente una volta una bugia, e
poi una vita completamente nuova comincerebbe. E quell'era corretto:  al
prezzo di una piccola bugia lui vincerebbe così molta verità.

Ora quando dal suo rifiuto schietto il dottore aveva suggerito crudamente al suo
falsità, lui cominciò a capire che lui non avrebbe avuto bisogno della falsità
solamente nel futuro remoto, ma a-giorno, ed a-domani, ed in un
la durata di mese, e forse su alla molta fine di vita sua. Infatti,
per ottenere via lui dovrebbe mentire a Nadyezhda Fyodorovna,
ai suoi creditori, ed al suo superiors nel Servizio;  poi, in
ordini trovare soldi in Petersburg, lui dovrebbe mentire a sua madre,
dirle che lui già aveva rotto con Nadyezhda Fyodorovna;
e sua madre non gli darebbe più di cinquecento rubli,
quindi lui già aveva ingannato il dottore, come lui non sarebbe in un
posizioni pagarlo di nuovo i soldi all'interno di un tempo corto. Dopo,
quando Nadyezhda Fyodorovna venne a Petersburg, lui avrebbe
ricorra ad una serie regolare delle falsità, piccolo e grande in ordine
ottenere gratuitamente di lei;  e ci sarebbero di nuovo ferite lacere, noia un
esistenza disgustosa, rimorso e non ci sarebbe così vita nuova.
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