Capitolo 92
riconosciuto dalle loro malattie, e l'alienato e l'immorale da
le loro azioni."
"Ma errori possono essere commessi!"
"Sì, ma non è nessun uso per avere paura di trovare i Suoi piedi bagni quando
Lei è minacciato col diluvio!"
"Quella è la filosofia", rise il diacono.
"Non un po' di lui. Lei è corrotto così dalla Sua filosofia di seminario
che Lei vuole non vedere niente ma nebbia in tutto. L'astratto
studi coi quali è riempita la Sua testa giovane sono chiamati astratti
solo perché loro estraggono le Sue menti da quello che è ovvio. Occhiata
il diavolo diritto nell'occhio, e se lui è il diavolo, gli dica lui è
il diavolo, e non va mandando a chiamare a Kant o Hegel chiarimenti."
Lo zoologo fece una pausa e seguì:
"Due volte due quattro, ed una pietra è una pietra. Qui l'a-domani noi abbiamo un
duello. Diremo Lei ed io è stupido ed assurdo che il duello è
fuori di data che non c'è vera differenza tra l'aristocratica
duello e la rissa ubriaca nella pentola-casa, ed ancora noi non possiamo
si fermi, noi andremo là e lotta. C'è quindi della forza più forte
che il nostro ragionamento. Noi gridiamo quella guerra è saccheggio, furto, atrocità,
fratricidio; noi non possiamo reputare sangue senza svenire; ma il
Francese o i tedeschi devono insultarci solamente per noi per subito sentire
un'esaltazione di spirito; nel modo più genuino noi gridiamo 'Hurrà!'
e riveste di vimini attaccare il nemico. Lei invocherà la benedizione di Dio su
le nostre arma, ed il nostro valore sveglierà universale e generale
entusiasmo. Di nuovo segue che c'è una forza, se non alto,
in ogni caso più forte, che noi e la nostra filosofia. Noi inscatoliamo nessuno più
lo fermi che quella nube che sta muovendosi sul mare verso l'alto. Non faccia
sia ipocrita, non faccia un naso lungo a lui sull'astuto; e non fa
dica, 'Ah, vecchio stile, stupido! Ah, è incoerente con Sacre scritture!'
ma lo sembra diritto nella faccia, riconosca la sua legalità razionale,
e quando, per esempio, vuole distruggere un marcio, scrofulous,