Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 17
energia, il desiderio senza riposo che mi guida per esprimersi--quella volontà
non tolleri l'inerzia del calcolo e riflessione ponderosa? Debba
Io per controllarsi, consideri, preoccupi, si impigli in psicologie,
cerchi per sottigliezze dove nessuno esiste--divida capelli, abbia una ricaduta in
filosofia introspettiva quando le mie dita prudono per un grumo di carbone e
ogni colour sui miei grida di tavolozza fissi a me per essere sui miei affari?"
Lui passò la punta piatta della sua spazzola bagnata attraverso la massa di stracci nel suo
mano andata via con un moto aggraziato come uno che sguaina una spada:
"Io gli dico io faccio le cose che io faccio, come facilmente come naturalmente, come
felicemente come alcun sciocco di un dicky-uccello fa il suo cinguettio infernale su un
Aprile mattina. Dio sa se c'è qualsiasi cosa nel mio lavoro o nel suo
cinguettio; ma è probabile che né lui né io, miglioriamo la nostra produzione da
ponderando e cogitazione.... Per favore riprenda la posa."
Lei faceva così, lei giovani occhi scuri su lui; e lui continuò dipingere e
parlando nella sua maniera chiara, rapida, decisiva:
"Il mio nome è Luigi Neville. Loro mi chiamano Kelly--i miei amici fanno", lui aggiunse,
ridendo. "Ha visto mai alcuno del mio lavoro?"
"Sì."
Lui rise di nuovo: "Quello sta calmando più. Comunque, io L'immagino sega che
la grande tela del mio per il soffitto del Museo Metropolitano è nuova
ala nordovest. La città intera lo vide."
"Sì, io lo vidi."
"Si preoccupò di lui?"
Lei si era preoccupata troppo intensamente di lui per dargli alcuna risposta adeguata.
Mai di fronte ad aveva suo senta di colour e forma e la bellezza stato così
soddisfatto squisitamente dalla magia dipinta di alcun pittore vivente. Quindi
questo era l'uomo che l'aveva avvolta, ondeggiò i suoi sensi, la girò
diretto verso l'alto nel suo oceano di luce limpida! Questo era l'uomo che aveva fatto
quel miracolo di fronte a che, tutto il giorno, folle del sobrio, decente,