Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 90
Lei", lei disse, è probabile che la sollecitudine materna non sia "tuttavia, serenamente,
concernendoLa male."
"Pensa che io ho bisogno di soprintendenza morale?"
"Non da me."
"Da chi?"
"Chieda a me un più facile, Luigi. E--io non facevo _say_ Lei ne ebbe bisogno affatto,
facevo?"
Lui sedette accanto a lei, silenzioso testa alzò, mentre esaminando le stelle.
"Io sto ritornando sul mezzanotte", lui remarked, casualmente.
"Oh, io sono spiacente!" lei esclamò, con la sua franchezza vincente.
"Io sono--c'è qualche cosa io devo frequentare ad in città--"
"Lavoro?"
"Deve a che fare col mio lavoro--indirettamente--"
Lei gettò uno sguardo lateralmente a lui, e rimase per un momento curiosamente
attento.
"Come è l'andata di lavoro, in ogni modo?" lei chiese.
Lui esitò. "Io apparentemente sono venuto su a ceffone contro un muro bianco. Esso
non è facile spiegare come io sento--ma io non ho fiducia in me--"
"_You_! Niente fiducia? Come assurdo!"
"È vero", lui disse un poco arcignamente.
"Lei sta avendo un spasmo di sviluppo progressivo", lei disse, calmamente.
"Lei lo prende come un bambino prende dentizione--con un contorcimento ed un ululato mentale
invece di un grido fisico."
Lui rise. "Io suppongo che è qualche cosa di quel genere. Ma c'è più--un
stesso-diffidi di ammontando stesso-disgustare a momenti.... Stephanie, io
_want_ per fare qualcosa di buono--"
"Lei ha--dozzine di tempi."
"Dicono persone così. Il mondo dimentica quello che è veramente buono--" lui fece un
gesto nervoso--"sempre di fronte a noi primo apparire di uomini di ventesimo-secolo poveri il
meta protegguta dall'enorme, fantasmi austeri, minacciosi dei Padroni."
[L'illustrazione: "'io so che è _you_. È?'"]
"Nessuno mai vinse una corsa che guarda dietro a lui", lei Disse, spensieratamente; "lasci 'l'em
minaccia e primo apparire!"
Lui rise in una maniera esitante, la sua testa precipitò di nuovo poi lentamente,
e lui sedette, mentre covando là, silenzioso.
"Luigi, perché è scontentato sempre?"